Sicurezza
«Il Comune ha deciso da solo E chi semina vento...»
LIVORNO. «Su questa partita siamo partiti col piede sbagliato e con gli stalli blu abbiamo proprio sbagliato strada...». Confesercenti alza la voce attraverso il suo presidente, Marco Princi. Lo fa...
LIVORNO. «Su questa partita siamo partiti col piede sbagliato e con gli stalli blu abbiamo proprio sbagliato strada...». Confesercenti alza la voce attraverso il suo presidente, Marco Princi. Lo fa con una nota in cui l’associazione sottolinea di avere «da mesi lavorato, sia singolarmente che con le altre associazioni di categoria, ad un percorso di confronto con l’amministrazione comunale sulla questione dei permessi e sul loro costo, sulla necessità di aumentare le aree di carico e scarico a servizio delle imprese e ancora sull’opportunità di individuare una tariffazione agevolata del costo del parcheggio per alcune aree del centro», in considerazione del fatto che «gli esercizi commerciali che rappresentiamo sentono la concorrenza dei grandi centri commerciali dove si va senza pagare un centesimo». «Ma su questa vicenda degli stalli blu – sottolineano da Confesercenti – l’amministrazione è andata avanti senza confrontarsi e, si sa, chi semina vento poi raccoglie tempesta».
«Ci siamo ritrovati con gli stalli blu davanti ai nostri negozi senza poter parcheggiare i nostri mezzi usati per motivi di lavoro, con gli stalli blu nelle altre Zsc senza poter far valere i nostri pass per il transito e la sosta ma, al contrario, pagando sempre e ovunque», interviene Daniele Bini del negozio in centro di elettrodomestici, membro del consiglio direttivo di Confesercenti e del comitato dei commercianti di Borgo: «Con solo la segnaletica a comunicarci come noi imprese avremmo dovuto comportarci, ovvero semplicemente pagare, visto che gli unici a non dover sostenere la spesa per il parcheggio sullo stallo saranno i residenti».
«Il nostro rammarico – dicono Princi e Bini – è esserci resi conto che l’amministrazione ha puntato prima di tutto ad andare avanti sull’implementazione degli oltre 11.500 stalli senza prima valutare l’impatto che avrebbero avuto sulle attività commerciali e senza cercare preventivamente soluzioni».
«E ora cosa ci resta?», scrivono da via Pieroni: «Usare la politica di chi grida più forte per farsi ascoltare: che siano gruppi di residenti, singoli operatori, professionisti o esponenti del terzo settore, ognuno chiede udienza nella speranza di poter almeno trovare una soluzione al suo problema. Ecco, per noi, che crediamo nel confronto, che crediamo che i problemi vadano prevenuti e non gestiti a posteriori a tappabuchi, urlare più forte non è la strada per farsi aprire le porte del confronto con amministratori e funzionari». Quindi chiedono «l’apertura di un tavolo di confronto tra Comune e categorie del commercio, ammesso che la sopravvivenza delle imprese sia considerata una priorità…».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google