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Coca Cola va avanti sui 4 licenziamenti
LIVORNO. Dopo lo sciopero di 8 ore di mercoledì scorso, a cui ha preso parte la quasi totalità dei dipendenti, all’orizzonte non si vede la volontà di Bevservice -, società nata da una costola di...
LIVORNO. Dopo lo sciopero di 8 ore di mercoledì scorso, a cui ha preso parte la quasi totalità dei dipendenti, all’orizzonte non si vede la volontà di Bevservice -, società nata da una costola di Coca-Cola (che ne è tuttora azionista) che, per conto della multinazionale, si occupa di manutenzione frigoriferi e distribuzione -, di riaprire un tavolo di consultazioni sindacali, per scongiurare il licenziamento di 24 dipendenti, di cui 4 livornesi, reduci della storica Coca Cola (e prima Stib) di via Ugo Foscolo.
«Bevservice - denuncia anzi Massimiliano Gori, responsabile territoriale della Fai Cisl di Livorno e Pisa - ha rincarato la dose attuando dei comportamenti antisindacali».
In queste ore sono in corso di recapito una serie di lettere «dai contenuti che isolano il lavoratore rispetto agli altri», è la denuncia dei sindacati.
«In poche righe - denuncia Gori - emerge la non credibilità di questa società, che è stata creata nel 2013 con capitale sociale di soli 10mila euro e che in pochissimi anni è riuscita ad accumulare diverse decine di milioni di utili: infatti si descrive l’anno 2015 come l’inizio della crisi, (anche se in altri documenti questa crisi era già iniziata…), mentre leggendo Il Sole 24 Ore di quei giorni l’azienda dichiarava ben altro tanto che veniva firmato un integrativo con aumenti del 20%».
Nella lettera ai lavoratori vengono prospettate ipotesi di accordi individuali su part time o trasferimenti, che secondo i sindacati, sono solo «un arrogante atteggiamento della dirigenza di Bevservice».
Per questo Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil hanno proclamato altre 16 ore di sciopero che si svolgeranno oggi e martedì prossimo.
I 24 licenziamenti decisi dalla Bevservice sono solo l’ultimo di una serie di tagli che dal 2013 ha portato un organico di 300 persone a ridursi a 95 unità che adesso diventeranno 71. «Eppure l’azienda ha fatto utili importanti tutti gli anni», sottolinea Gori.
Tutto inizia a fine 2012, quando l’amministratore delegato di Coca-Cola Hbc Italia annunciò la cessione del ramo d’azienda del reparto tecnico interno. «Il reparto occupava 300 persone e con quella mossa l’ad Sotiris Yannopoulos auspicava un radioso futuro per una nuova azienda fondata con un ramo di Coca-Cola che risultava essere il fiore all’occhiello per quello che riguarda la manutenzione di impianti frigoriferi ed erogazione bevande, distributori automatici e impianti spina», ricorda Gori. La nuova azienda fu chiamata Bevservice: il suo principale cliente rimase la Coca Cola ma il raggio d’azione si allargò anche a marchi importanti come Carlsberg. «Ma 30 milioni di utili in 4 anni non sono bastati ad evitare i licenziamenti», accusano i sindacati.
(g.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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