Si esce dal vecchio accordo sull’ospedale a Montenero
Livorno, stop al muro contro muro, la Regione presenterà ad Asl e Comune una bozza di revoca Ma la sola ristrutturazione di viale Alfieri è impercorribile. «Studiamo l’area ex Pirelli»
LIVORNO. Il muro contro muro sull’ospedale si interrompe, o almeno questa sembra l’intenzione, a poco meno di un anno dalla fine del mandato amministrativo di Filippo Nogarin: a stretto giro la Regione presenterà al Comune e all’Asl una bozza degli atti necessari per uscire tutti insieme dal vecchio accordo di programma su Montenero, visto che di fare lì un nuovo ospedale l’amministrazione pentastellata proprio non vuole saperne. Allo stesso tempo, però, al Comune è stato detto chiaro e tondo dalla Asl che l’ipotesi di ristrutturare e basta il vecchio presidio di viale Alfieri è «impercorribile». Così alla fine tutti si sono detti disponibili almeno a discutere l’ipotesi di un nuovo monoblocco nell’area ex Pirelli, da affiancare ai padiglioni attuali. Ipotesi che l’assessora regionale alla sanità, Stefania Saccardi, aveva messo sul piatto proprio in un’intervista al Tirreno un anno fa.
È intorno a questi tre punti che ruota l’incontro convocato ieri mattina a Firenze, dove si è riunito il collegio di vigilanza. Presenti i vertici della Regione, dell’Asl e del Comune, con lo stesso sindaco che alla fine si è detto «molto soddisfatto».
Uno dei motivi principali è proprio lo sblocco della partita sul vecchio accordo di programma per Montenero. La storia è arcinota: il Comune M5S ha da subito chiesto di uscire dall’intesa siglata in era Pd, ma di non farlo da solo, per paura di maxi cause a gara per il nuovo ospedale arrivata già in fondo. Il tira e molla con Regione e Asl è andato avanti per mesi e mesi, in un infinito effetto stallo. Ora l’annunciata a svolta politico-amministrativa. A pochi mesi dalla scadenza naturale del vecchio accordo (dicembre 2018)...
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«Prendiamo atto della volontà del Comune e sciogliamo l’accordo di programma, anche perché se il Comune non gli dà seguito non possiamo andare avanti», è la premessa di Saccardi, che fa sapere che «entro un mese proporremo una bozza di revoca ad Asl e Comune, per chiudere entro due». «A fare la differenza è il fatto che questo accordo non sarà chiuso in modo unilaterale ma da tutte le parti», dicesubito dopo Nogarin.
Ma allo stesso tempo, nel corso dell’incontro, la direttrice dell’Asl, Maria Teresa De Lauretis, ha ufficializzato che dopo l’approfondimento fatto negli ultimi anni dal gruppo tecnico di lavoro, l’ipotesi del Comune di ristrutturare l’ospedale vecchio, e basta, «non si è rivelata percorribile»: «difficile e costosa», ha riferito anche Saccardi, la convivenza dei lavori con un ospedale funzionante. Alla riunione di ieri si è parlato di almeno quindici anni di lavori , con un terzo del presidio sempre in cantiere. Insomma, un caos.
È di fronte a questo scenario che l’assessora regionale ha chiesto al sindaco se fosse «disponibile a mettersi intorno a un tavolo per ragionare dell’area ex Pirelli e del parco Pertini, con un nuovo monoblocco e un utilizzo parziale del vecchio presidio». E Nogarin? «A questo punto – risponde al Tirreno – si dà per scontato che si vada verso una soluzione mista: ristrutturazione più realizzazione di un monoblocco, che però non risponda al modello dell’intensità di cura, questo per noi è un aspetto molto importante». E sull’area ex Pirelli? «Ho appreso oggi ufficialmente di un’ipotesi di questa natura, ne prendiamo atto e ci mettiamo al tavolo per valutare, considerando che questo è un dibattito che deve essere allargato alla città», risponde in prima battuta. Poi: «Dal momento che l’indirizzo dell’ospedale rimane viale Alfieri, tutto il resto si può discutere».
Va detto che su questo punto il confronto a Firenze è stato serrato e il Comune ha chiesto di mettere a verbale almeno due questioni delicate da chiarire: quella delle bonifiche e quella del vincolo della Soprintendenza sulle aree ex Pirelli. Ma l’apertura c’è stata, da entrambe le parti. Così mentre si preparano gli atti per uscire dal vecchio accordo, «la commissione tecnica – fa sapere Saccardi – proseguirà i lavori sull’ipotesi nuova...». Per arrivare alla firma di un altro accordo di programma.
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