Il Tirreno

Livorno

Il pianto di Livorno per Lorenzo e Nunzio

di Alessandro Guarducci
Il pianto di Livorno per Lorenzo e Nunzio

Migliaia di cittadini alla fiaccolata in centro: una risposta davvero imponente e una richiesta di verità e giustizia

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LIVORNO. In millecinquecento. Forse in duemila. Addirittura tremila e anche più. Difficile calcolare quante persone ieri sera hanno partecipato alla fiaccolata per ricordare Lorenzo e Nunzio, vittime di quel lavoro che dovrebbe rappresentare la vita e che invece si è trasformato ancora una volta in assassino, uccidendo i due operai della Labromare.

Al di là del numero preciso, la partecipazione dei livornesi al corteo che si è mosso da piazza della Repubblica per raggiungere l’Autorità Portuale sugli scali Rosciano - attraversando via Grande e piazza del Comune - è stata davvero imponente. Le mille candele che erano state messe a disposizione per la fiaccolata sono “sparite” in pochi minuti e così la maggior parte delle persone ne è rimasta sprovvista, proseguendo la marcia facendo luce con gli accendini.

È stata, per Livorno e per i livornesi, la notte del dolore e del pianto. All’iniziativa, promossa da Cgil, Cisl e Uil in memoria dei due operai morti, ha preso parte il sindaco Filippo Nogarin e molti assessori insieme al presidente del consiglio comunale Daniele Esposito che portava il gonfalone della città listato a lutto. Nel corteo anche il gonfalone del Comune di Collesalvetti con il sindaco Lorenzo Bacci (insieme a vari assessori) e quello della Regione Toscana, rappresentata dall’assessora Cristina Grieco. Insieme ai cittadini, agli amministratori e ai sindacati, hanno partecipato tantissime associazioni di volontariato, rappresentanti di partiti, associazioni antifasciste, etc.

«Il grido che sale da questo corteo è molto chiaro - dice Nogarin - Livorno è vicina ai familiari delle vittime della tragedia di ieri e non intende accettare più in silenzio altri morti sul lavoro. Con queste fiaccole abbiamo voluto accendere una luce su un tema di cui si parla sempre troppo e per cui si fa sempre troppo poco. Non accetteremo che questa luce si spenga». La fiaccolata era stata preceduta da uno sciopero di 8 ore proclamato da Cgil, Cisl e Uil per sensibilizzare tutti sul tema della sicurezza sul lavoro. E la città si è fermata, ancora scossa dalla tragedia.

L'adesione, secondo le stesse organizzazioni sindacali, già dalle prime ore è stata molto alta.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso cordoglio e vicinanza alla città e alle famiglie delle vittime per «questa ennesima, intollerabile tragedia sul lavoro» e ha auspicato che «vengano rafforzate a tutti i livelli le misure di prevenzione e di controllo». «Non è accettabile che si muoia sul lavoro», ha avvertito il Capo dello Stato.

E dopo il silenzio e le lacrime di ieri sera, da oggi Livorno e i livornesi inizieranno a chiedere, anzi a pretendere, di sapere la verità sull’incidente in porto che ha stroncato una vita di 23 anni e una di 52. Perché non deve più accadere che qualcuno che esce di casa la mattina per andare al lavoro, non vi faccia più ritorno la sera.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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