Il Tirreno

Livorno

Malagò: «Onore allo sport ferito che si è rialzato»

di Flavio Lombardi
Malagò: «Onore allo sport ferito che si è rialzato»

Da Coteto ad Ardenza il presidente del Coni fa tappa negli impianti più colpiti dal disastro

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LIVORNO. Giovanni Malagò, la prima volta di un presidente del Coni a Livorno, un dovere che sentì sin dall’immediato dopo alluvione dello scorso settembre. Sempre in contatto con il presidente regionale Salvatore Sanzo, e con il delegato provinciale Giovanni Giannone. E la promessa di venire il prima possibile. Per rendere omaggio a una città che rappresenta un vanto per lo sport italiano e per capire bene le problematiche che hanno dovuto affrontare le società direttamente colpite dalla catastrofe.

Arriva al Coni di via Piemonte e lo passa in rassegna. Ci si sposta in via Piccioni, all’Accademia Ginnastica Livornese. Lo ricevono il vice presidente Alberto Ricci, sua figlia, l’ex azzurra Valentina Ricci e il direttore sportivo, Riccardo Brilli. Si fa spiegare come l’acqua sia arrivata a rendere inservibili tutti i tappeti.

Gli raccontano che l’onda è arrivata dalla direzione dove si trova il Circolo Carli, ottenendo poi pertugio sotte le porte di accesso, rendendo infine i locali impraticabili. Una società vecchia, ricostituita nel 1950, ma le cui tracce si trovano sin dal 1880. Stella d’argento e d’oro Coni. Anche lì, un documento messo in cornice, datato 1887 e le molte società di ginnastica esistenti all’epoca. Alcune delle quali comprendevano pure la pratica del football perché la FIGC non era ancora nata. «Per questo, ci sono degli scudetti che non figurano nell’albo del calcio ma che meriterebbero di essere riconosciuti».

Riceve in dono un gagliardetto, saluta gli intervenuti ringraziandoli per quello che sono riusciti a fare. Senza piangersi addosso e con il contributo di Legacoop. Di nuovo in macchina, per scendere al campo del Carli Salviano. Dove lo attende il presidente Adriano Tramonti, ma fra gli altri, c’è anche l’onorevole del Pd Andrea Romano. Che ha seguito passo per passo non solo i lavori di ripristino dell’impianto devastato, ma che ha aiutato gli amici del circolo a preparare le pratiche per il progetto “sport periferia”.

Un ammontare di lavori di riqualificazione impiantistica comunque inferiore ai 300mila euro all’interno di un’area di proprietà comunale. La polisportiva ha presentato tutto nei termini previsti e la commissione preposta a Roma, dovrebbe dare a breve il via libera. «Ci abbiamo lavorato tanto con il ministro Lotti nel precedente Governo – ha detto Romano – e devo dire che aver consegnato questi strumenti al Coni rende tanta soddisfazione».

Malagò cammina e osserva. «E questo rigagnolo ha fatto tutto questo sconquasso?» dice osservando il Rio Maggiore. Pochi metri e si fa tappa al campo di rugby dei Lions. Si scorgono il vice presidente nazionale Saccà, l’ex azzurro ed ora consigliere federale della FIR ma pure direttore del Coni di Tirrenia Fabrizio Gaetaniello. Il presidente regionale, il consigliere regionale Luca Sardelli e il presidente dei Lions Mauro Fraddanni. Anche qui, dell’alluvione, poche tracce ormai. Ma la volontà di trovare un’altra area. Troppo piccolo, il posto, per chi ha 250 ragazzi tesserati ed alcuni nazionali a livello giovanile. Gli viene regalata una cravatta. «Questa me la tengo. Amaranto, che praticamente è un rosso pompeiano, e il leone è giallo ocra. Colori perfetti, anche per andare a vedere la mia Roma».

Ecco il momento dell’Accademia della Scherma. La presidente Cerrai e il marito l’ex schermidore Marco Vannini, gli vanno incontro. Tanti ragazzini che aspettano il numero uno, lì schierati.

Malagò, guarda adesso, il Rio Ardenza. Fuori, ci sono ancora i pali dell’illuminazione del campo di calcetto piegati come stuzzicadenti. È scosso, il presidente. Immagina la furia della natura e quel metro e venti dentro la palestra. «È stata una brutta esperienza – ha ammesso Vannini – ma ha tirato fuori il meglio dei livornesi. Tutti hanno aiutato tutti».

E prima di fermarsi a pranzo alla club house del Golf, una visita obbligata al Fides dei Montano e di Rolando Rigoli, il club sportivo più titolato al modo. Venerazione per le armi di Nedo Nadi unico schermidore ad aver vinto l’oro in tutte le discipline delle scherma nel corso della medesima olimpiade.

Il tour termina girando per via Cattaneo, ascoltando le spiegazioni sul progetto del Governatore della Toscana Rossi di portare allo scoperto il Rio Ardenza, “tagliando” il campo scuola e l’ippodromo. «Fermo deve restare il punto sulla sicurezza per i cittadini, ma vediamo se ci sono alternative per non rovinare due impianti sportivi di gran valore. Specialmente il Caprilli con i suoi 120 anni di storia». La giornata livornese termina con il saluto alla Cassa Edile. Dove tanti personaggi dello sport e tanti rappresentanti di federazioni sono intervenuti. «Livorno ha qualcosa in più. Ciò è da attribuire forse ad un fatto genetico, ma anche alla cultura sportiva, lo spirito di emulazione, la capacità di tanti allenatori e dirigenti e all’abbondanza di impianti. Conosco tanto di questa città, ma ora ho capito perché qui lo sport è questione di vita».

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