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Porto di Livorno, una scia di tragedie tra morti e feriti
Negli ultimi 10 anni, prima dell’esplosione del silos ai depositi della ditta Neri, sono stati almeno 5 gli incidenti finiti con la morte di operai e camionisti. Lunghissima la lista dei feriti
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LIVORNO. La conta finora era ferma a dicembre scorso. Notte del 17 dicembre, ore 4.30. Un marittimo della nave Lia Ievoli, ferma in rada davanti al porto di Livorno, sviene, sbatte la testa e finisce in pronto soccorso con un trauma cranico. Nove mesi prima, quasi uno dei classici dell’insicurezza sul lavoro sulle banchine livornesi: nel parcheggio della stazione marittima un camion sbaglia manovra nel parcheggio della stazione marittima mentre si accosta ad un altro tir in attesa di imbarcarsi su un traghetto. In mezzo ci finisce un operaio portuale di Collesalvetti, che si salva per miracolo. L’ultima giornata di lavoro finita in tragedia di fronte al mare prima di quella di oggi, 28 marzo 2018, in cui sono morti due operai per l'esplosione di un silos, risale al 21 luglio 2017.
Un fork lift, uno dei carrelli elevatori sulla banchina dell’Alto fondale non lascia scampo a Mauro Filippi, camionista di 60 anni. Succede tutto al terminal Scotto-Neri, alla calata di Pisa. Scaricava cellulosa dal camion ed è stato investito dal muletto. È l’ultimo di una scia di morti bianche che il porto di Livorno non ha ancora smesso di lasciare dietro di sé nonostante gli appelli dei sindacati per misure di sicurezza più stringenti.
Il porto spezza le sue vite, con cadenza ciclica pretende dalla fatica un prezzo più alto. Quella all’Alto fondale è una scena che si ripete. Un anno prima, il 17 marzo 2015, sempre un muletto, sempre un uomo schiacciato mentre scarica cellulosa dal cassone di un mezzo pesante. Questa volta tocca a Priscillano Inoc, 63 anni, marittimo filippino. Ogni volta la stessa storia: un fascicolo aperto dalla procura, una famiglia spezzata.
Ecco in flash alcuni degli incidenti più gravi degli ultimi anni dopo quelli appena citati.
- 20 febbraio 2017. Nella sala macchine della porta container Msc Cadiz, un pistone idraulico cede addosso a un marittimo filippino di 25 anni, Marcelino Talo. La nave è ormeggiata alla calata Lucca.
- 26 settembre 2016. Il peschereccio Annarosa, al rientro in porto da una battuta di pesca, finisce contro un traghetto. «Avevo il sole negli occhi», si giustifica il comandante. Nell’impatto resta un ferito
- 14 novembre 2014. Al terminal container in Darsena Toscana due operai restano gravemente ustionati: la cabina elettrica ha preso fuoco mentre stavano cambiando un fusibile su una gru Paceco.
- 4 aprile 2014. Il peschereccio “Gionatan” si rovescia mattina all’imboccatura del porto Mediceo dopo esser passato vicino a una nave portacontainer che stava uscendo dal porto di Livorno
- 4 ottobre 2013. La gru finisce la corsa in bilico sulla banchina dell’accosto 41: l’operatore resta ferito ma si salva all’ultimo istante facendo un salto di un paio di metri.
- 7 maggio 2013. Un marittimo filippino di 51 anni cade da un’altezza di circa quattro metri mentre a bordo della motocisterna “Mentor”, battente bandiera delle Isole Marshall, si trovava a poco più di 3 miglia dall’imboccatura sud del porto.
- 21 gennaio 2013. Il rimorchio colpisce un camionista romeno: per lui un grave trauma al torace. Ha chiesto lui stesso soccorso, ma non conosceva il porto e non sapeva indirizzare i soccorritori: l’ambulanza ha impiegato venti minuti buoni per setacciare banchine e piazzali prima di riuscire a trovarlo e portarlo.
- 29 aprile 2012. Poco prima dell’alba una cisterna si rovescia sulla banchina della Sintermar durante lo sbarco dall’eurocargo Cragside.
- 6 novembre 2011. Muore schiacciato da un carrello elevatore un camionista di Foligno che stava lavorando al Docks Etruschi: travolto da un carrello mentre caricava cellulosa nel pomeriggio.
- 5 novembre 2011. Un quarantatreenne filippino, ufficiale di bordo sulla nave bitumiera Laguna Swan, muore nella stiva della nave facendo un volo di almeno 5 metri. Probabilmente era stato colto da malore
- 17 giugno 2010. Un camionista quarantaseienne spezzino muore alla calata Neghelli: resta schiacciato sotto un tubo d’acciaio, 11 metri di lunghezza e due tonnellate di peso.
- 7 ottobre 2009. Paura alla calata Pisa per un trattore portuale che in seguito a una manovra sbagliata, durante le operazioni di scarico, è scivolato in mare: il conducente fa in tempo a buttarsi giù dal mezzo.
- 23 marzo 2009. Un lavoratore mentre sta scaricando un carico di travi viene colpito da un pesante tubo di ferro e precipita giù nella stiva: volo di tre metri, varie fratture.
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