Gioco
«Qui solo degrado, in tanti si drogano e nessuno interviene»
LIVORNO. «Quei tre aghi nel parco non mi sorprendono. Anzi, confermano quello che ripeto da tempo. Io sono qui da sette anni e ho segnalato questa situazione decine di volte, ma l’amministrazione...
LIVORNO. «Quei tre aghi nel parco non mi sorprendono. Anzi, confermano quello che ripeto da tempo. Io sono qui da sette anni e ho segnalato questa situazione decine di volte, ma l’amministrazione comunale e le forze dell’ordine sottovalutano il problema e non intervengono. In tanti si drogano nel parco, fuori dalla chiesa: è inutile negarlo. Servirebbero controlli costanti, ma ormai sono rassegnato e il mio pensiero è solo per quel bambino ferito che rischia un’infezione». E che poco prima di pungersi con la siringa, tra la parrocchia e il parco di piazza della Vittoria, domenica mattina era alla messa. «Mi dispiace, chiaramente sono vicino alla famiglia - dice don Andrea Conti, il parroco della chiesa di Santa Maria del Soccorso - purtroppo i bambini sono esposti a troppi rischi in questo parco, dalle siringhe ai vetri delle bottiglie spaccate per terra. Qui ci sono gruppi di adolescenti che fanno di tutto: bevono, fanno scritte sui muri, lasciano sporcizia ovunque. Il degrado è sotto gli occhi di tutti e non c’è alcun tipo di vigilanza in tutta la zona. Lo ripeto, sono rassegnato: ormai queste mie proteste sono inutili».
Il parroco della chiesa di piazza della Vittoria, piazza Magenta per tutti, spiega anche che «la situazione è peggiorata rispetto al mio arrivo nel 2011», ribadisce «lo sdegno per i mancati interventi a livello di controllo del parco» ed evidenzia «la brutta immagine per tutta Livorno». «Qui vengono anche da altre città per le comunioni - continua don Andrea - e tutti restano colpiti dal degrado in un posto del genere. Siamo in centro, mica in periferia: non bisogna dimenticarlo. È una vergogna, non ci sono altre parole. Comune e forze dell’ordine dicono che ci sono sempre, ma io non ho mai visto nessuno. E anche i residenti della zona hanno la mia stessa percezione. Questo parco è abbandonato dalle istituzioni, eppure ci sarebbero tutti i presupposti per valorizzarlo. Magari in questi giorni, dopo la ferita del bambino con quella sorta di siringa, ci sarà un po’ di attenzione in più, ma alla fine sarà il solito fuoco di paglia».
Il piccolo si è punto al palmo della mano destra sui gradini laterali della chiesa, dalla parte di piazza Attias. Una zona frequentata da tanti, tantissimi livornesi, dalle famiglie con i bambini alle persone che portano fuori il cane ogni giorno. Ecco il perché della rabbia e dello sdegno, da parte del parroco ma anche di tutta la città. «Purtroppo siamo in uno spazio verde trascurato - interviene ancora don Don Andrea - evidentemente non interessa a nessuno, ma proprio a nessuno, curarlo e tenerlo in buone condizioni. Sinceramente pensavo che qualcosa potesse cambiare con la nuova amministrazione comunale, invece c’è stato un peggioramento. E si vede anche nelle piccole cose: penso per esempio ai punti del parco che si allagano appena piove, ma anche alla cura del verde. Noi, come parrocchia, non abbiamo gli strumenti per contrastare certi fenomeno o gestire uno spazio verde del genere: abbiamo fatto diverse segnalazioni agli organi competenti, quello sì, ma purtroppo niente è cambiato». E il bambino a rischio epatite è la conseguenza di una situazione critica sotto ogni aspetto. «Il discorso è semplice - chiude il parroco - qui ci sono troppi balordi. E non è gente del quartiere, ma ragazzi che arrivano da altre zone. Ricordo anche l’aggressione di un annetto fa, con una persona anziana colpita da alcuni giovani. Non è possibile andare avanti così: la sicurezza dei cittadini deve essere la priorità».
(g.t.)
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