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Livorno

Nuovi negozi, grandi marchi e una palestra: ecco come cambia Porta a Mare

di Enrico Paradisi
Nuovi negozi, grandi marchi e una palestra: ecco come cambia Porta a Mare

Livorno, meno case e più spazi commerciali: ecco i dettagli

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LIVORNO. Una nuova galleria con negozi (si parla di grandi marchi in arrivo) e una palestra, ma meno case a Porta a Mare, che ora punta dritto su spazi commerciali e su una ridistribuzione delle aree a uso pubblico per “avvicinare” il nuovo quartiere al resto della città. È il timbro della maggioranza che ieri in commissione ha dato il via libera (due i favorevoli, mentre Francesco Bastone, Cinquestelle, e Edoardo Marchetti del gruppo misto si sono riservati il voto in consiglio come le opposizioni) alla proposta di variante che a metà giugno dello scorso anno Porta Medicea, soggetto attuatore del piano particolareggiato “Porta a Mare”, ha presentato in Comune.
Si tratta di una variante che si rivolge principalmente all’area occupata dai capannoni delle “officine storiche”, l’edificio con pilastri e archi che un tempo ospitava le officine del cantiere Orlando e che sta al centro delle due file di palazzi nuovi e già completati tra piazza Mazzini e via Fagni.


«L'idea è di ottimizzare e migliorare le finalità che sono state definite nel piano già autorizzato e in corso di attuazione con permessi a costruire già rilasciati», ha detto l'assessore Alessandro Aurigi valutando positivamente una variante che potrebbe portare ad accelerare i lavori del comparto.


Una proposta che è volta a riqualificare l’area con la riduzione complessiva dell'edificato (3% in meno) e una differente distribuzione delle destinazioni d'uso: minor impatto del residenziale (12% in meno) a favore dell’incremento della destinazione commerciale e terziaria (l'1 e il 2%) utilizzando le volumetrie già esistenti nelle previsioni del regolamento urbanistico e del piano regolatore portuale approvati a marzo 2015.


Con l’adozione di questa variante, ha poi spiegato il dirigente dell'urbanistica Paolo Danti, ci sarà però una modifica dell’area destinata all’uso pubblico, così come originariamente prevista dal piano, con la rinuncia al vincolo sulla campata minore delle officine storiche: la galleria adiacente al blocco principale rimarrà al privato ad uso privato (ospiterà probabilmente negozi e una palestra). Uso pubblico che sarà invece mantenuto all'interno della campata principale, una specie di piazza coperta che Porta Medicea si è resa disponibile a climatizzare per allargarne l'utilizzo alla cittadinanza in tutte le stagioni, insieme alla cessione gratuita al Comune di aree equivalenti all’interno del perimetro del piano: sono le aree intorno all’edificio dell’Orologio (di cui il piano prevede la cessione al Comune, e che potrebbe ospitare ad esempio un futuro museo del Cantiere) e di aree che si trovano lungo il canale già realizzato, la cui destinazione all’uso pubblico, come ha sottolineato Aurigi, risulta maggiormente funzionale alla valorizzazione e alla migliore fruizione da parte di tutti.


La variante prevede inoltre che Porta Medicea si accolli il completo restauro dello stesso edificio dell’Orologio destinandogli circa 430mila euro. «Nella nuova configurazione – ha detto l'assessore – la storica porta del Cantiere Orlando acquisterà una nuova centralità nella piazza che si sta completando, e il tutto ruota attorno all'esigenza di ricucire i nuovi edifici di Porta a Mare con il tessuto della città migliorandone la sinergia, l'integrazione e ottenendo una ulteriore valorizzazione reciproca».


La società costruirà inoltre sempre a suo carico una passerella pedonale di collegamento diretto tra gli Scali Novi Lena e via Levi, la parte retrostante della galleria commerciale già funzionante, in modo da completare la naturale prosecuzione della passeggiata del lungomare e favorire l’integrazione con la zona di Borgo Cappuccini.
«Una passerella che andrebbe fatta subito, per mettere in connessione le cantine con Porta a Mare», ha detto il consigliere di maggioranza Marchetti, che insieme al collega Valter Sarais sostiene l'idea di metterla al primo posto del cronoprogramma condizionando magari i lavori alla campata minore proprio alla realizzazione della passerella. Secondo Giuseppe Grillotti (Ll) invece «vantaggi ci sono per l'amministrazione, ma si poteva pretendere di più», mentre per Yari De Filicaia (Pd) se è vero che «prima si concludono i lavori di un'opera che va avanti da vent'anni meglio è, la compensazione torna sì, ma rispetto alle esigenze del privato».
 

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