Il Tirreno

Livorno

Pestaggio allo stalker: assolta la mamma della giovane vittima

di Federico Lazzotti
Pestaggio allo stalker: assolta la mamma della giovane vittima

Livorno, si è chiuso un altro processo che vedeva imputato anche Mario Cioffi finito in carcere la settimana scorsa

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LIVORNO. È il novembre 2009 quando Mario Fulvio Cioffi, oggi 77 anni e dalla scorsa settimana in carcere con l’accusa di stalking su una bambina di otto anni, viene picchiato da due uomini incappucciati nel quartiere dove abita: diverse costole rotte e una trentina di giorni di prognosi. L’anno seguente, invece, il settantasettenne viene spinto e gettato a terra mentre cammina. Per questi due episodi, e non solo, era imputata la mamma della giovane vittima. A distanza di sei anni dall’apertura del processo, la giudice Chiara Nardi, ha assolto la donna mentre ha dichiarato prescritti tutti gli altri reati, tra i quali anche un altro episodio di molestie contestato all’anziano e molto simile a quelli che hanno portato la Cassazione a confermare la condanna a un anno e sei mesi dell’Appello.

Si chiude così, almeno in primo grado, un processo nel quale i genitori della bambina perseguitata per anni (non scriviamo i nomi per tutelare la vittima delle violenze) e difesi dagli avvocati Fabio Ungheretti e Danilo Adoncecchi, si sono trovati imputati con il responsabile delle molestie, tanto da essere da un lato sotto processo e dall’altro parte civile. Il capo d’imputazione riguardava fatti che risalivano ormai a dieci anni fa: minacce, ingiurie, lesioni e anche un episodio di danneggiamento nei confronti dell’auto del settantasettenne per il quale era imputato solo il padre della bambina.

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«L’indagine – spiega l’avvocata Barbara Luceri che difende Cioffi – è iniziata dalle querele fatte dal mio cliente». Impossibile, come hanno spiegato durante le conclusioni gli avvocati, dimostrare che la donna sia stata la mandante del pestaggio o che in qualche modo abbia partecipato, come invece sosteneva l’accusa, «sia a livello materiale che morale». Vero è che lo stalking, come confermano dalla questura, risale al periodo compreso tra il 2008 e il 2011, lo stesso in buona parte in cui avvenivano i reati contestati ai genitori della giovane.

In particolare si parlava di appostamenti e pedinamenti in varie zone della città, a partire dal quartiere dove entrambi vivevano. Le molestie, tra l’altro, avvenivano anche sotto gli occhi delle amiche della bambina, spesso nelle vicinanze della scuola elementare che lei frequentava. Inoltre Cioffi raccontava ad altri minori che la piccola si faceva fotografare anche se questo non era mai avvenuto. È in questo clima che al di là della sentenza di ieri – dove a vincere è stata soprattutto la prescrizione – e in attesa della giustizia ordinaria, in diverse occasioni c’è stata la volontà da parte di chi ha picchiato, offeso o danneggiato l’auto dell’uomo, di farsi giustizia da solo. Senza essere individuato.

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