Gioco
La mamma del bimbo punto dalla siringa: «Ho tanta paura»
Il piccolo sta meglio ma dovrà fare le analisi al Meyer per il rischio di infezioni. «Quel parco è una vergogna»
LIVORNO. Ha paura, vive nel terrore, ripete di aspettare con ansia gli esami più approfonditi al Meyer. «Ho appena preso un appuntamento, tra venti giorni mio figlio farà alcune analisi per scongiurare il rischio dell’epatite», dice la madre del bambino di 2 anni che domenica mattina, dopo la messa alla chiesa di Santa Maria del Soccorso, si è punto al palmo della mano destra dopo aver toccato un ago cannula, usato e abbandonato per terra da un tossicodipendente. «Mi hanno detto che per l’Aids posso stare tranquilla, che non ci sono problemi perché il virus si autodistrugge in dieci minuti - continua la donna livornese - ma per l’epatite il discorso è diverso. Il rischio di un contagio non è così alto, me l’ha detto anche il pediatra, ma comunque sono preoccupata e vivrò con l’angoscia fino alle risposte delle analisi». Ed è normale, comprensibile, visto che si tratta della salute di suo figlio, che comunque sta meglio rispetto a domenica.
Erano tre gli aghi tra la chiesa e il parco di piazza della Vittoria, tutti sui gradini di una porta laterale della parrocchia e quindi in un punto frequentato da tantissimi bambini. «Noi eravamo andati in chiesa - continua la madre del piccolo - non ci penso proprio a portare mio figlio a giocare in quel parco, frequentato da persone tutt’altro che raccomandabili e senza alcun controllo delle forze dell’ordine. La siringa? Il bimbo era accanto a me, stavamo andando verso la bici per tornare a casa. A un certo punto ha cominciato a correre, si è fermato su quei gradini laterali e ha toccato quella maledetta siringa. “Mamma, la bua”. E ha iniziato a piangere. Io ho visto il sangue e ho pensato subito a un’infezione. Ero sotto choc. Per fortuna è passato un signore che mi ha aiutato e ha chiamato subito un’ambulanza».
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.16635328:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2018/03/25/news/bambino-si-punge-con-una-siringa-mentre-gioca-1.16635328]]
Il bambino è stato soccorso dal medico e dai volontari della Misericordia di via Verdi, «ma all’ospedale - continua la mamma - siamo stati rimbalzati tra il reparto di Pediatria e quello di Malattie infettive, mentre nessuno ha pensato a fare le analisi del sangue». Ma la rabbia è soprattutto per quei tre aghi in un parco pubblico, a due passi dalla chiesa. «È vergognoso, è il simbolo del degrado di una zona e di una città intera. Faremo denuncia non tanto per quello che è accaduto a mio figlio, ma per tutelare tutti gli altri bambini. E sono arrabbiata anche per alcuni commenti letti sui social network: c’è chi ha scritto che non avevo mio figlio sotto controllo, quando invece era vicino a me, e c’è chi mi ha criticato perché è stata chiamata un’ambulanza, ma mi sembra normale davanti a un’urgenza del genere. In ogni caso la priorità è la salute di mio figlio: non sarà facile vivere questi giorni con l’ansia per una malattia infettiva».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
