Gioco
Bambino si punge con una siringa davanti alla chiesa
L’episodio in piazza della Vittoria, trovati e rimossi tre aghi Il piccolo, 2 anni, giocava con la madre: analisi all’ospedale
LIVORNO. «Mamma, mamma, si va a giocare al parco?». Era iniziata così la domenica di una famiglia livornese, una domenica di sole e relax, con la temperatura giusta per portare il bambino a divertirsi all’aria aperta. E invece si è trasformata in una domenica di terrore, con la corsa all’ospedale e la paura per il rischio di un contagio di una malattia infettiva. Il piccolo, 2 anni tra un mese, si è punto infatti con l’ago di una siringa, abbandonata per terra insieme ad altre due, mentre stava giocando con la madre in piazza della Vittoria, piazza Magenta per tutti. Era sui gradini della chiesa di Santa Maria del Soccorso, quelli che portano a un accesso laterale e si affacciano sul parco dalla parte di piazza Attias, quando ha toccato quella siringa e si è bucato a una mano. E ha iniziato a piangere, tra la disperazione della madre e la preoccupazione degli altri genitori che erano usciti con i figli e hanno assistito alla scena. La donna, sotto choc per le possibili conseguenze, ha chiamato subito il 118 e ha chiesto l’intervento di un’ambulanza: il medico e i volontari della Misericordia di via Verdi sono arrivati dopo pochi secondi e hanno portato il bambino al pronto soccorso dell’ospedale, dove è stato sottoposto - come spiega l’azienda sanitaria - al protocollo di routine con le analisi del sangue per scongiurare il rischio di un eventuale contagio di malattie infettive.
L’area in cui sono state trovate le siringhe, tre in totale, è stata subito circoscritta dai vigili urbani per consentire poi la rimozione e la pulizia da parte degli operatori Aamps. «Per la precisione - fanno sapere dalla Misericordia di via Verdi - il piccolo si è punto accidentalmente con un ago cannula, che è qualcosa di diverso rispetto alla classica siringa. Si tratta di un catetere venoso periferico: l’ago buca la pelle e viene sfilato, mentre il “tubicino” entra nella vena e può essere usato per il passaggio di liquidi anche per diversi giorni». L’ago cannula serve per la somministrazione endovenosa di farmaci, ma viene utilizzato anche dai tossicodipendenti per iniettarsi sostanze stupefacenti, proprio come accaduto - probabilmente nella notte tra sabato e ieri - in piazza della Vittoria. «Difficile credere a qualcosa di diverso - aggiungono dalla Misericordia dopo l’intervento di ieri mattina, tra le 11,30 e le 12 - tutti e tre gli aghi, comunque, erano usati e sono stati rimossi dal parco. Le condizioni del piccolo? L’ago è rimasto in un ambiente esterno per diverse ore, un dettaglio da non sottovalutare: di solito i virus, in questi casi, vanno incontro alla morte e quindi il rischio di un contagio è molto basso, ma servono analisi approfondite per capire meglio».
Gli aghi rinvenuti tra la chiesa e il parco di piazza “Magenta”, area frequentata da tantissimi livornesi, hanno fatto suonare nuovamente l’allarme in una zona già al centro, in passato, di numerosi episodi di degrado, violenza e spaccio. «Venire qui a drogarsi è una vergogna», ripetono i residenti della zona, anche e soprattutto perché si tratta di un punto in cui vanno proprio le famiglie con i bambini. «Il degrado è sotto gli occhi di tutti», aggiungono da piazza della Vittoria, «anche se negli ultimi anni le cose sono leggermente migliorate». Ma il bambino che si è punto a una mano con l’ago cannula, l’incubo di ogni genitore, sta facendo preoccupare tutti.
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