Il Tirreno

Livorno

La criptovaluta corre come l’oro ma non in Toscana

di MANOLO MORANDINI
La criptovaluta corre come l’oro ma non in Toscana

Sono 32 le imprese che la accettano in pagamento. A Calenzano i primi “produttori” di monete virtuali del Paese. Tutto quello che c'è da sapere sui bitcoin 

5 MINUTI DI LETTURA





A differenza delle banconote di carta non si possono falsificare, sono soldi fatti con codici salvati in rete che non si possono violare. Sono decine le criptomonete in circolazione. La madre di tutte è il bitcoin. In Toscana 32 tra esercizi commerciali e imprese che accettano questa forma di pagamento. C’è un registro online, la blockchain, in cui vengono annotati e convalidati tutti i passaggi di denaro da un utente a un altro eliminando la possibilità di una duplicazione. Una rete dei pagamenti che è tenuta in piedi dai miners, minatori, cioè operatori dotati di potenti computer che approvano le transazioni e sono retribuiti in nuovi bitcoin. Ma non è un buon mezzo di scambio o una buona riserva di valore, perché è troppo volatile. Una pessima moneta ad oggi, basata su una tecnologia potenzialmente rivoluzionaria a cui guardano in molti.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.16632076:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/economia/bitcoin-arriva-il-film-una-produzione-100-per-cento-italiana/95461/97026]]

Si chiama Bitminer Factory, la prima società di mining industriale in Italia. Ha sede a Calenzano ed è figlia di due giovani visionari Gabriele Stampa e Gabriele Angeli. Da dieci mesi producono monete virtuali. Sono partiti con 250. 000 euro di investimento. Oggi hanno 400 macchine, per 1, 2 MW di potenza e – ai prezzi attuali del bitcoin, circa 9. 000 dollari – un ricavo potenziale di 108. 000 dollari al mese. I guadagni dell’estrazione di tutte le monete virtuali, sono 12 quelle prodotte, vengono parametrati in bitcoin, che è una sorta di oro 4. 0. «Le criptovalute sono solo la punta dell’iceberg di una svolta tecnologica che, grazie alla blockchain – dice Stampa –, rivoluzionerà tutti i settori industriali e finanziari, e accelererà l’internet delle cose». E a Calenzano ci credono al punto da prepararsi a lanciare una Ico, ovvero Initial coin offer, per affermarsi come la prima azienda di mining in Europa, producendo una propria criptomoneta. In pratica, a differenza di un’offerta pubblica iniziale (Ipo), chi investirà nella Ico sposando il loro progetto industriale non arriverà a possedere una quota della Bitminer Factory. Ma farà una sorta di atto di fede: crede che la valuta col tempo aumenterà di valore e ci potrà anche guadagnare.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.16632078:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/economia/bitcoin-che-cos-e-come-investire-e-quali-sono-i-rischi-videoscheda/93837/95401]]

La criptovaluta bitcoin che dal 2009 viene scambiata online sui mercati internazionali vale più di un’oncia di oro. Il sorpasso c’è stato il 2 marzo: 1. 268 dollari, contro i 1. 233 necessari per un’oncia di metallo giallo. Un bene diffuso tra chi ha paura dell’inflazione e non si lascia spaventare dal criptico linguaggio tecnico ad oggi appannaggio dei cosiddetti smanettoni informatici. «Da un mese abbiamo scelto di aprirci a questa opportunità permettendo il pagamento in Bitcoin», dice Stefania Ciurli che con il fratello Stefano rappresentano la terza generazione al timone della Toscomarmi Srl di Cecina, azienda specializzata nella produzione di particolari in marmi e graniti. Che aggiunge: «L’idea è che posso rivolgermi a una fetta di mercato a cui altrimenti non avrei accesso». L’amministratore di Fabbrica italiana Ante scorrevoli Snc, Gianfranco Pansera, impresa di Massa che realizza cabine armadio spiega: «Ci sono state solo un paio di trattative. Dall’ordine alla consegna passa circa un mese e non so come mi sarei comportato data la volatilità di questa valuta al saldo». Luca Nardi della Nardi e Bardi Imballaggi Srl di Altopascio, specializzata in imballi in legno, ha all’attivo due transazioni. «Ci permette di allargare la platea dei clienti senza alcun costo – dice –. Abbiamo scelto di non convertire quegli importi in euro e adesso valgono 4 volte tanto». A lanciarsi è anche l’azienda pratese di telecomunicazioni Ambrogio Srl. «È tutto pronto – dice il presidente Franco Tocci – siamo in attesa delle prime transazioni».

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.17098469:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2018/07/27/news/dal-sale-a-montecitorio-il-surfer-che-fabbrica-bitcoin-1.17098469]]

Il mercato è tutto da costruire. «Ho fatto un’unica transazione del valore di 80 euro con un cliente svizzero – dice il titolare dell’hotel Sole e Mare a Camaiore Franco Francesconi –. L’immediatezza con cui si può verificare il pagamento dà tranquillità, ma queste valute non circolano». Matteo Fratoni dell’Autofficina Andrea di Pistoia invita a guardare in avanti. «Sono la tecnologia del futuro. Più saremo e meglio funzionerà». Il paradosso lo dà Mirko Fallaci che a Firenze gestisce Smart Hub, coworking con postazioni di lavoro e sale meeting. «Abbiamo fatto un evento dedicato al Bitcoin ma nessuno dei partecipanti ha pagato in criptovaluta». Questione di fiducia?

MA DIETRO CHI C'È?

La docente di Economia Ruiz frena l'entusiasmo: "Non conosiamo troppi elementi per fidarci"

«Le monete nazionali sono regolamentate e controllate dall’autorità monetaria, la banca centrale – dice la professoressa Maria Laura Ruiz, del dipartimento di Economia e management dell’Università di Pisa –. Per i bitcoin non c’è regolamentazione. Inoltre, non si sa chi c’è dietro tutta la struttura, bisogna fidarsi di chi l’ha costruita e che nessuno riesca a prenderne il controllo per ottenere dei vantaggi o modificarne le regole, per esempio la quantità totale da emettere. È già successo nel 2014 che il pool di miners ghash.io ha raggiunto il controllo del 51% della blockchain, poi si è autoridotto».


Anche nel sistema bitcoin ci sono gli intermediari. «I nodi della blockchain sono intermediari, che non si conoscono, e gli exchange, dove si acquistano e vendono bitcoin, sono intermediari. Nel sistema bancario abbiamo intermediari che sappiamo chi sono e che sono soggetti a regolamentazione, anche se possono succedere e sono successe frodi, che sono perseguibili per legge».


Nel 2017, sottolinea Ruiz «sono nate alla borsa di Chicago le prime contrattazioni regolamentate su strumenti derivati denominati in bitcoin. E le maggiori autorità monetarie recentemente hanno messo in guardia dai pericoli delle criptovalute. La Cina e la Corea del Sud hanno già preso provvedimenti restrittivi delle contrattazioni. In Cina le Ico sono state bloccate a settembre scorso, in Svizzera il regolatore finanziario esamina le Ico e decide caso per caso, recentemente ne ha bloccata una perché troppo rischiosa. Sempre in Svizzera la Crypto valley association ha emesso un codice di condotta per l’emissione di Ico a tutela degli acquirenti».


L’invito è a separare i piani. «Non bisogna confondere il bitcoin con la tecnologia blockchain, che può essere utilizzata per molti altri scopi: registro transazioni immobiliari, brevetti, automobili. Utilizzo che si sta già diffondendo e può essere un’innovazione importante perché elimina il rischio di frodi da entrambi i lati della transazione, o che l’intermediario prenda i soldi e scappi. Le blockchain tutelano inoltre gli utenti dal dover fare affidamento su istituzioni, come le banche, che spesso prendono decisioni per il proprio interesse». Quale previsioni sul bitcoin? «Si può pensare che se le quotazioni continueranno ad avere tanta volatilità, ci saranno interventi delle autorità per regolamentare i mercati, nel senso di maggiore trasparenza a difesa dei risparmiatori. L’uso per transazioni, finché la moneta non avrà un valore stabile, rimarrà limitato a pochi “entusiasti tecnologici”, mentre il bitcoin continuerà a essere comprato e venduto a scopo speculativo». (m.m.)


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web