Gioco
«Noi camionisti, strangolati dai lavori»
In tilt la viabilità intorno al porto fra Fi-Pi-Li, Variante e svincolo di via Da Vinci. Magagnini: le code fanno perdere competitività
LIVORNO. La bella sorpresa si materializzava ieri mattina a qualunque camionista in arrivo da Pontedera o anche Firenze: prima il cartello giallo shocking per annunciare che lo svincolo di Livorno Porto l’avrebbero trovato ko; poi impossibile svoltare sulla bretella che porta sulla Variante Aurelia, quindi occhio al dimezzamento della carreggiata all’altezza del cavalcaferrovia della superstrada Fi-Pi-Li (dove sono nelle due corsie di sorpasso sono presenti gli operai poco dopo la raffineria Eni); neanche il tempo di ritrovare la corsia normale ed ecco che c’è da sopportare la fila di camion, auto e furgoni che dallo svincolo di via Leonardo Da Vinci risale lungo la superstrada. Già, perché ci sono lavori anche su questo svincolo dove il traffico viene canalizzato con le due direzioni di marcia su un’unica corsia.
E non sono ancora partiti i lavori – annunciati dalla Regione con l’appalto in fase di aggiudicazione definitiva – riguardanti la riparazione della maxi-buca che la prossima settimana compirà dieci anni esatti.
A farsi voce del mugugno degli autotrasportatori è Marcello Magagnini, esponente del consiglio nazionale di Anita (l’organizzazione di settore della Confindustria) e del Tavolo di partnenariato della risorsa mare (il nuovo organismo consultivo della nuova Authority post-riforma). «Bisogna denunciare questa situazione di grave disagio della categoria dell’autotrasporto, che ovviamente ricade sui costi della merce e sulla competitività del nostro scalo». Lo ripete puntando il dito contro il «senso unico alternativo con lunghissime code in via Da Vinci», contro i restringimenti di carreggiata in vari tratti della viabilità tutt’attorno al porto, contro «le bretelle chiuse sia verso via Da Vinci come pure l’uscita per Stagno e quella che porta all’autostrada». Figurarsi che in via Da Vinci – aggiunge – il “rimedio” per limitare il danno è stato ieri nattina quello di piazzare lamiere di ferro per tappare momentaneamente le buche…
C’è però da mettere l’accento su un paradosso: se i lavori non partono mai (come nel caso della voragine aperta dal 2008), c’è da protestare; se i lavori partono (come in tutti gli altri casi citati), c’è da mugugnare ugualmente. «Ovvio che non me la prenda – dice Magagnini - con il fatto che si fanno le manutenzioni stradali, sarebbe un controsenso per noi operatori dell’autotrasporto che sulla strada viviamo e lavoriamo. Ben venga la sistemazione di arterie stradali in condizioni difficili. Non è questo il punto: mi chiedo semmai se sia razionale far partire gli appalti di questo tipo senza una regia, senza stabilire un calendario: hanno pesanti conseguenze sulla circolazione stradale, e dunque sui tempi di percorrenza, e quindi sui costi che le imprese devono affrontare».
L’imprenditore livornese, uno degli operatori più rilevanti sulla piazza portuale labronica, insiste su un punto: «Occorre tener presente che ormai la competizione si fa anche su margini risicatissimi: per dieci euro di extra-costi c’è chi comincia a pensare di rivolgersi altrove, e qui bisogna tener presente che strozzature come queste non sono una scocciatura e basta, sono un colpo basso alla competitività che tutti dovremmo avere come bussola».
Oltretutto ieri, mentre le asfaltatrici erano sulla corsia della Variante in direzione sud e sul raccordo con la Fi-Pi-Li, chi era al volante aveva dovuto sobbarcarsi anche l’effetto paralisi di un doppio incidente: l’uno alle porte di Pisa e l’altro, immancabile, sulla Variante all’altezza della Porta a Terra.
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