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Picchia l'ex fidanzata, ai domiciliari con il braccialetto elettronico
Livorno, Edoardo Bronchi parla davanti al giudice dopo l’arresto di domenica 18 marzo. «Sono mortificato per quello che ho fatto, cercherò di risarcire il danno»
LIVORNO. Edoardo Bronchi, l’autista di 43 anni arrestato dai carabinieri all’alba di domenica dopo aver sfondato la porta di casa dell’ex fidanzata e averla picchiata rompendole tre costole, uscirà dal carcere. Ma solo quando verranno istallati i dispositivi che permetteranno l’attivazione del braccialetto elettronico che dovrà indossare: controllerà che non si allontani dagli arresti domiciliari a casa della sorella, in un paesino del pisano.
Lo ha deciso il giudici Fabrizio Nicoletti al termine dell’udienza di convalida che si è svolta la mattina di martedì 20 marzo in Tribunale. «Il mio cliente – racconta l’avvocato Luciano Picchi – è mortificato per quello che è successo e ha già detto che appena possibile risarcirà la donna dei danni che le ha causato». Il quarantatreenne ha ammesso le contestazioni e ha spiegato al giudice di aver perso la testa.
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Secondo gli investigatori, coordinata dalla pubblico ministero Fiorenza Marrara, a scatenare la rabbia dell’uomo una foto pubblicata su Facebook della ex fidanzata con un amico mentre i due si stavano abbracciando. Ma dalle indagini condotte dai militari è emerso che l’episodio di domenica è stato solo l’ultimo e più grave di una serie di comportamenti persecutori che Bronchi ha cominciato ad avere a partire dagli inizi di marzo, quando la relazione tra i due si era interrotta. Il rapporto – ha raccontato la vittima agli investigatori – è finito perché lui era morboso, tanto da impedire alla donna di mantenere qualsiasi contatto con i propri amici. In particolare sul cellulare della donna sono stati trovati messaggi pieni di offese e di rabbia.
Ma non solo perché dagli accertamenti è venuto fuori che nei giorni precedenti al pestaggio, l’uomo aveva seguito la ex in diverse occasioni sul posto di lavoro facendo alcune scenate di gelosia. Inoltre, aveva anche già scavalcato il cancello dell’appartamento, nella zona di Montenero, dove la donna vive con i genitori, per poi bussare alle finestre per farsi aprire, fino a darle anche uno schiaffo. Domenica intorno alle 4,30 l’episodio più grave e l’arresto dell’uomo con l’accusa di stalking.
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