Sicurezza
A Guasticce arriva l'Amazon della farmaceutica
Livorno, piattaforma logistica per smistare le medicine toscane nel mondo. Merocledì 21 marzo a Roma la firma su un’intesa da 60 milioni con quattro colossi mondiali
LIVORNO. 300 imprese attive, 19 stabilimenti, 11mila addetti e un valore della produzione annuo di 6 miliardi di euro, il 12% del totale nazionale: una delle locomotive dell’economia toscana è l’industria farmaceutica. Che però da sempre è penalizzata da un aspetto: la mancanza di una struttura logistica sul territorio. Al punto che oggi molti farmaci prodotti nella nostra regione vengono inviati nelle piattaforme di smistamento di Milano o Roma per poi tornare negli ospedali e nelle farmacie di casa nostra.
È per questo che quattro colossi del settore - come anticipato dal Tirreno nell'edizione cartacea di mercoledì 21 marzo - si sono messi insieme per dare vita ad un polo farmaceutico logistico e hanno scelto Guasticce come sede di un vero e proprio hub dei medicinali sia per l’esportazione via nave e aereo, sia per la distribuzione nel centro Italia, opzionando 125mila metri quadrati di piazzali dentro l’interporto su cui sorgeranno capannoni e uffici, con una componente tecnologica importante che dovrà realizzare una movimentazione delle merci digitale e intelligente in stile Amazon.
Si tratta di due multinazionali con sedi produttive a Sesto Fiorentino e Siena, l’americana Eli Lilly (quella che negli anni Venti fu la prima a mettere in commercio l'insulina) e la Gsk (quotata alle borse di Londra e New York con core business nella produzione di vaccini), e di due importanti brand italiani, la lucchese Kedrion (che produce e distribuisce in tutto il mondo prodotti plasmaderivati) e la fiorentina Molteni (leader di mercato per la produzione e commercializzazione di farmaci oppioidi). Nella mattina di mercoledì gli amministratori delle quattro società saranno a Roma, al ministero dello sviluppo economico, ad un tavolo col ministro Carlo Calenda, il governatore Enrico Rossi, il sindaco di Collesalvetti Lorenzo Bacci e i vertici di Toscana Aeroporti e Autorità Portuale, per firmare un protocollo d’intesa che sancirà il primo passo verso la nascita del polo.
«La firma rappresenta un punto di partenza di un progetto che dovrà concretizzarsi entro il 2020», sottolinea Rossi. L’investimento previsto è di 60 milioni di euro. Capitali privati ma coordinati dalla Regione e dal Mise. A quanto risulta alcuni operatori nazionali e internazionali hanno già mostrato il proprio interesse, sia nelle vesti di finanziatori dell’infrastruttura che per la gestione logistica. E d’altra parte l’operazione nasce con una domanda iniziale importante, rappresentata dall’esigenza delle quattro imprese che si sono impegnate a garantire determinati volumi annui, ma l’infrastruttura sarà avviata per accogliere anche volumi di altre case farmaceutiche toscane e del centro Italia.
Il primo magazzino realizzato avrà una capacità di stoccaggio di 38mila posti pallet e sarà in grado di gestire sia prodotti a temperature tra i 15 e i 25 gradi, che quelli tra i 2 e gli 8 come vaccini. Ma il piano industriale prevede la movimentazione nell’arco di un anno di 52mila pallet, il 20% destinato al mercato interno e l’80% all’export, i grossi stock (come nel caso dell’insulina) via nave, i farmaci salvavita via aereo.
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