Il Tirreno

Livorno

Braccialetti anti-stalker, oltre 25mila firmano col Tirreno

di Ilaria Bonuccelli
Braccialetti anti-stalker, oltre 25mila firmano col Tirreno

Boom di adesioni alla campagna on line lanciata su Change.org dal giornale per lanciare l’uso dei dispositivi elettronici contro la violenza sulle donne

3 MINUTI DI LETTURA





[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.16615327:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/violenza-sulle-donne-i-lettori-ecco-perche-servono-i-braccialetti-anti-stalker/99338/100916]]

LIVORNO. «Firmo perché dobbiamo per forza trovare un modo di fermare il femminicidio». Così scrive Claudia Oneda. Qualche ore prima da un’altra parte d’Italia, Stefania Mostaccioli: «Io firmo perché è urgente, maledettamente urgente». Urgente fermare la violenza contro le donne. Usando i braccialetti elettronici anti-stalker, propone da un anno Il Tirreno con la petizione lanciata sulla piattaforma Change.org. Nelle ultime due settimane siamo diventati tantissimi a pensarla così. Ieri, lunedì 19 marzo, siamo arrivati a 25.000. Ma il traguardo è stato bruciato e già prima di sera la comunità si era allargata: oltre 25.700. Oggi siamo già oltre le 26mila.

PREVENIRE LA VIOLENZA
Tutti con lo stesso pensiero. La violenza contro le donne si deve prevenire, non consolare. Le lacrime sulle “scarpette rosse” non servono. Laura Petrolito, mamma di 20 anni, assassinata e gettata nel pozzo dal compagno in provincia di Siracusa. Immacolata Villani crivellata di colpi nel Napoletano davanti alla scuola dei figli. Un femminicidio al giorno. In Italia. Ma la Toscana non è da meno. Nell’ultima settimana, l’arresto del nigeriano che ha scaraventato dalla finestra (e reso paraplegica) la co-inquilina che aveva rifiutato di fare sesso. L’arresto del richiedente asilo che rapisce una bambina per ritorsione, perché gli “sottraggono” moglie e figlia, vittime di maltrattamenti. Il marito che insegue la moglie con l’ascia e così via.

NESSUNA PROTEZIONE DOPO LA DENUNCIA
Tutte (o quasi) donne che avevano denunciato. Compresa Francesca Citi, la livornese assassinata dall’ex marito. Assassinate e non protette. Nei casi più gravi, in attesa del processo, c’è un po’ di carcerazione preventiva. Poi più nulla. Nulla di efficace. Ci sono i divieti di avvicinamento, ma non è possibile (per le forze dell’ordine) assicurare che vengano rispettati. Per questo Il Tirreno un anno fa ha lanciato la campagna per l’utilizzo dei braccialetti elettronici anti-stalker. Una misura che, sulla carta, dal 2013 consente di sorvegliare gli uomini violenti e di avvertire, in contemporanea, le vittime di violenza quando i maltrattanti si avvicinano al di sotto della soglia di sicurezza stabilita dal giudice.[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.16615430:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/dossier/basta-violenza-sulle-donne/femminicidi-le-donne-sono-senza-difese-ecco-i-motivi/98395/99970]]

CAMBIARE LA LEGGE
La petizione de Il Tirreno punta a rilanciare (di fatto introdurre) l’uso di questi braccialetti. Ma per ottenere il risultato è necessario cambiare il codice di procedura penale. Come è scritta oggi, infatti, il ricorso ai braccialetti è limitatissimo. Anche quando si trovassero pubblici ministeri disposti a chiedere questa misura e giudici disposti a concederli, la legge mette paletti di molti tipi. I braccialetti anti-stalker non si possono chiedere: 1) se il violento non convive con la vittima (quindi sono esclusi tutti gli ex mariti, i separandi, i fidanzati e compagni non conviventi); 2) quindi non può essere richiesto se l’indagato (il violento) è sottoposto a divieto di avvicinamento alla vittima che, invece, è proprio la circostanza nella quale servirebbe; 3) se il reato contestato è proprio lo stalking, il tentato omicidio o le lesioni gravi.

USO LIMITATO
L’ambito di applicazione, dunque resta limitato a: 1) violenti sottoposti ad allontanamento dalla casa familiare (ma non con provvedimento d’urgenza, considerato una misura pre-cautelare); 2) violenti allontanati dalla casa familiare con provvedimento del giudice, ma accusati di maltrattamenti in famiglia, minacce, lesioni e altri reati più lievi. Per riuscire ad ampliare l’uso del braccialetto elettronico, dunque, serve una modifica del codice di procedura penale. Una modifica per la quale basterebbe un decreto legge, visto che in braccialetto anti-stalker è stato introdotto nel nostro ordinamento proprio con un decr  eto legge. Il governo attuale, però, non se n’è occupato. Il parlamento uscente neanche. Eppure di questo problema è stato ampiamente informato. Un anno fa quando è partita la campagna del Tirreno. In seguito, in sede di commissione di inchiesta sul femminicidio, al Senato, dalle forze dell’ordine. In particolare il capo della Polizia, il prefetto Franco Gabrielli, a luglio 2017, ha segnalato il difetto legislativo che limita l’applicazione del braccialetto elettronico. Nessuno lo ha ascoltato.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.16615222:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.16615222:1652421281/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web