Il lutto
Porto, treno-container da Bologna
Convoglio diretto al debutto da Lorenzini. L’Authority: in Tdt il 20% della merce smistata via ferrovia
LIVORNO. Il porto di Livorno punta sempre di più sulla ferrovia come fattore strategico di sviluppo. A distanza di poche ore dall’annuncio del via ai lavori in ottobre per la realizzazione dello scavalco ferroviario che collegherà direttamente le banchine all’interporto, ecco che dal quartier generale dell’Authority a Palazzo Rosciano viene segnalato che «19 vagoni e 42 contenitori sono stati scaricati all’interno del raccordo del terminal operator Lorenzini & C. , retrostante la stazione di Livorno Porto Nuovo».
Il treno-container è arrivato direttamente da Bologna: è il primo convoglio proveniente dall’interporto emiliano ad arrivare nelle aree della società terminalistica labronica, fanno rilevare dall’Authority. È da dire che, al di là della vecchia tradizione del rapporto fra le banchine livornesi e il distretto della ceramica di Sassuolo e dintorni, già nel recente passato Palazzo Rosciano aveva mandato segnali di attenzione all’interporto bolognese, basti pensare al fatto che nel 2011 fra i primi documenti messi nero su bianco dall’allora presidente Giuliano Gallanti appena arrivato c’era proprio una intesa con l’interporto felsineo per aprire un canale di collaborazione.
Adesso finalmente possiamo contare (dal dicembre 2016) sulla direttissima ferroviaria che elimina gli intoppi nell’aggancio alla dorsale Fs tirrenica ed ecco che il nuovo servizio, effettuato da Mercitalia con frequenza settimanale, si somma a quello – sempre via ferrovia e sempre operato da Mercitalia – già attivato tra Padova e Livorno e a quello con frequenza di tre volte a settimana con Dinazzano (Reggio Emilia) gestito da Spinelli srl, che porta in dote allo scalo labronico un traffico di piastrelle dirette verso i mercati esteri. A regime, il terminal Lorenzini punta a movimentare su treno circa 35mila container all’anno.
L’Authority tiene a mettere in rilievo quanto le ferrovie siano importanti nel percorso di rafforzamento competitivo del porto di Livorno. Il riferimento, dicevamo, è soprattutto alla nuova infastruttura ferroviaria che, grazie anche alla nuova stazione di Livorno Darsena, può instradare la merce containerizzata direttamente sulla rete ferroviaria nazionale: la capacità ricettiva dello scalo è aumentata, anche a beneficio del Terminal Darsena Toscana. Nel terminal Tdt, il numero uno del nostro scalo e uno dei primi 25 del Mediterraneo, secondo quanto viene riferito i volumi inoltrati per via ferrovia «sono cresciuti in modo esponenziale, arrivando a rappresentare oggi il 20% del totale della merce complessivamente movimentata». Palazzo Rosciano lo dice parlando dell’intenzione di varare «un ambizioso “Piano del Ferro”»: gli uffici della direzione pianificazione e della direzione tecnica dell’Authority hanno varato il nuovo fascicolo di raccordo base del porto di Livorno. Il documento, firmato dal presidente Stefano Corsini e da Rfi (gruppo Fs), fotografa la situazione esistente (ovvero il complesso dei binari presenti in Porto con le caratteristiche dell’armamento ferroviario), e detta disposizioni di carattere generale, regolamentando le norme di esercizio del raccordo.
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