Il Tirreno

Livorno

Arrestato dopo le botte all'ex fidanzata, spuntano le minacce in chat

Federico Lazzotti
Arrestato dopo le botte all'ex fidanzata, spuntano le minacce in chat

Livorno, nel telefono della vittima dell’aggressione decine di offese che l’ex ha inviato nell’ultimo mese alla donna

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LIVORNO . Sono decine le minacce e le offese, soprattutto via messaggio, che Edoardo Bronchi, 43 anni autista dell’Aamps (e non del Ctt come riportato sull’edizione di ieri ndr), avrebbe inviato nell’ultimo mese all’ex fidanzata all’indomani della fine della loro relazione, avvenuta nel mese di febbraio. I carabinieri li hanno scaricati dal telefono della donna picchiata domenica notte mentre si trovava con la madre nella casa dove abitano, nella zona di Montenero.

Una conferma, secondo gli investigatori, degli atti persecutori che la quarantottenne, ricoverata in ospedale con diverse costole rotte, ha subito prima dell’ultima aggressione. Segnali, però, che la donna ha evidentemente sottovalutato visto che fino all’altro ieri non risultavano denunce nei confronti dell’ex. Adesso tutto il materiale raccolto dagli investigatori finirà nel fascicolo della pubblico ministero Fiorenza Marrara assieme, alle dichiarazioni della vittima e al referto medico – venticinque giorni di prognosi – rilasciato dal pronto soccorso.

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Per quello che riguarda la vittima, i militari stanno anche verificando le sue dichiarazioni, soprattutto per quello che riguarda gli appostamenti effettuati dall’uomo nelle vicinanze del posto di lavoro dell’abitazione della ex. Proprio per questo i militari hanno ascoltato anche una vicina di casa oltre ad aver effettuato diverse fotografie all’interno dell’abitazione che l’uomo ha devastato dopo aver buttato giù la porta d’ingresso intorno alle 4,30 di domenica.

Bronchi, dopo essersi costituito intorno alle 6 del mattino, quando si è presentato in questura accompagnato dicendo di aver fatto un casino, dal pomeriggio di domenica si trova nel carcere delle Sughere. L’accusa, al momento, è quella di atti persecutori, lesioni personali, violazione di domicilio, danneggiamento. Ma il capo d’imputazione, con i nuovi elementi trovati dagli investigatori sarà perfezionato  Nella giornata di martedì 20 marzo è prevista l'udienza di convalida davanti al giudice.

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