Il Tirreno

Livorno

Famiglia disperata «Due mezzi bruciati, ora come facciamo?»

Famiglia disperata «Due mezzi bruciati, ora come facciamo?»

LIVORNO. Il lucchetto è ancora lì, al suo posto. Fermo a bloccare il disco della ruota, con il cavetto legato al manubrio dello scooter, per ricordargli di sganciare il fermaglio prima di mettere in...

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Il lucchetto è ancora lì, al suo posto. Fermo a bloccare il disco della ruota, con il cavetto legato al manubrio dello scooter, per ricordargli di sganciare il fermaglio prima di mettere in moto. Non si è mai dimenticato una volta di chiuderlo, Enrico Longarini, 27 anni, livornese, proprietario di uno dei motorini che hanno preso fuoco la notte scorsa. Per lui, quello, era diventato un gesto abitudinario da compiere prima di partire e una volta arrivato in un posto.

Il suo Agility Kymco 125, da due anni, era diventato un fedele compagno di viaggio e lo teneva come le cose preziosissime. Proprio come il vecchio Scarabeo 50 grigio, che lo ha accompagnato dovunque dall’età della scuola superiore fino all’ultimo anno dell’università. Dopo 10 anni, però, era arrivato il momento di cambiare mezzo e così nel 2016 aveva preso nuovo scooter. È per questo che il primo accessorio comprato, subito dopo l’acquisto, fu quel lucchetto per il disco della ruota. Nessuno avrebbe dovuto rubare il suo Agility. Ma stavolta, purtroppo, questa precauzione non è servita a niente durante l’incendio ai piedi del grattacielo di piazza Matteotti, dove Enrico vive con la famiglia. «Era il mio unico mezzo per andare a lavorare – ha spiegato ieri mattina, subito dopo essersi reso conto dell’accaduto – adesso dovrò spostarmi in bicicletta».

Laureato in Scienze sociali a Pisa, il 27enne livornese lavora per un’associazione che si occupa di persone con problemi di salute mentale e quotidianamente deve spostarsi da una parte all’altra della città per compiere il suo dovere e aiutare gli altri. E ovviamente, per muoversi in agilità in mezzo al traffico, il mezzo più adatto non può che essere il motorino. «Sono cose che lasciano l’amaro in bocca, ma sto cercando di non arrabbiarmi troppo perché con la rabbia fine a se stessa non risolvi niente e peggiori la situazione». Ma è difficile mantenere la calma, anche perché il suo scooter era sprovvisto di assicurazione per furto e incendio.

«Mi informerò su cosa posso fare, non so ancora niente. La cosa peggiore, comunque, è che avevamo comprato questo Agility nel 2016 e lo dovevamo sempre finire di pagare». Oltre al suo motorino, tra l’altro, l’incendio in piazza Matteotti si è portato via anche quello del padre, un modello di cilindrata maggiore che ovviamente non potrà più essere utilizzato. «È un grosso danno - chiude - di due motorini, adesso non ne abbiamo più neanche uno».

Nicolò Cecioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web