Il Tirreno

Livorno

Violenze in centro, minacciato Loris Rispoli

Violenze in centro, minacciato Loris Rispoli

Livorno, proseguono le indagini sull’aggressione in via degli Avvalorati, i tre arrestati davanti al giudcie per l'udienza di convalida 

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LIVORNO. Dalle violenze in centro alle minacce su Facebook. È questa la deriva denunciata all’indomani dell’aggressione avvenuta mercoledì 14 marzo in via degli Avvalorati, da parte di Loris Rispoli, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime del Moby Prince e da sempre in prima linea per quello che riguarda la sicurezza e la legalità nelle zone comprese tra piazza della Repubblica e Garibaldi, dove, tra l’altro, ha la sede il circolo #iosono141. È lo stesso Rispoli a raccontare quanto avvenuto in un post sul proprio profilo Facebook.

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«Ricevo e metto a disposizione – scrive – . Le minacce si ritorcono a chi le fa: se ci sono atti criminosi o criminali è bene denunciarli non stare zitti». Una replica contro la frase che anonimo gli ha scritto. «Ma i cazzi tuoi – attacca in un italiano sgrammaticato che abbiamo reso comprensibile – non ti riesce farteli bestia, non te l’ha mai date nessuno le mani nel muso, sei vicino». Decine i messaggi di solidarietà sotto al post da parte dei cittadini. Intanto proseguono le indagini per ricostruire i molti lati oscuri dell’accoltellamento avvenuto tra via del Pantalone e via degli Avvalorati. In carcere, con l’accusa di rapina aggravata e lesioni gravissime sono finiti tre cittadini nord africani bloccati intorno alle 20 sugli scali Finocchietti mentre cercavo di fuggire dopo aver accoltellato un ventiduenne straniero.

Nella mattinata di sabato 17 marzo Hazim Amal, 28 anni, tunisino, Khalid Jarmouni, 24 marocchino, e Hakim Abdehadi, 21, anche lui marocchino sono comparsi davanti al giudice per l’udienza di convalida. Ma prende sempre più piede l’ipotesi che l’aggressione non sia stata casuale come sembrava in un primo momento, ma che si sia trattato di un vero agguato. Ecco perché la squadra mobile, a cui è stata delegata l’indagine, sta cercando di raccogliere nuovi elementi. Prima di tutto riascoltando al più presto la vittima che dopo essere stato portato in pronto soccorso con ferite all’inguine, sulla schiena e sopra all’occhio destro medicate con 80 punti di sutura, ieri è tornato a casa.

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