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Livorno

SANTA LUCE: IL CASO 

Il falso curriculum della sindaca arriva in consiglio

SANTA LUCE. Nel suo curriculum corretto la sindaca di Santa Luce Giamila Carli, originaria di Livorno, riporta da alcuni giorni i 17 esami sostenuti alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di...

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SANTA LUCE. Nel suo curriculum corretto la sindaca di Santa Luce Giamila Carli, originaria di Livorno, riporta da alcuni giorni i 17 esami sostenuti alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa. Questa la misura rivista rispetto al titolo accademico mai conseguito “Laurea in Giurisprudenza” che dagli anni ’90 ha sempre dichiarato. Fino a quando di fronte all’evidenza ha dovuto ammettere il falso. E fare una mezza marcia indietro. Rimesso il mandato politico nelle mani del segretario provinciale Pd Massimiliano Sonetti dall’altra è rimasta al suo posto di primo cittadino. E come tale il 20 marzo l’aspetta l’esame del consiglio comunale straordinario su richiesta delle forze d’opposizione.

Ha una laurea in Giurisprudenza? «Sì». Dove l’ha conseguita? «A Pisa». È il 12 febbraio. Carli alle nostre domande tiene il punto. Ma qualcosa in quella circostanza si è rotto. E lei lo sa. A distanza di dodici giorni la verità è un’altra. C’è un documento dell’Università di Pisa che squarcia il velo: “Agli atti di questa segreteria non risulta essersi laureata presso questo ateneo”. Alla nostra nuova telefonata la sindaca si fa trovare preparata. «Sì è vero non sono laureata, ma è una storia lunga e complessa». Storia su cui le forze d’opposizione chiedono di andare fino in fondo non accontentandosi delle spiegazioni di Carli. Gli unici a fare apertamente quadrato intorno alla sindaca sono stati il segretario del Pd di Santa Luce Valerio Bellagotti e il capogruppo in consiglio Matteo Bertini.

Le capogruppo di Santa Luce Democratica Tania Mariottini e di Santa Luce Libera Maja Spikic si sono avvalse dell’articolo 37 del regolamento comunale per chiedere la convocazione di un consiglio comunale straordinario, che arriva a quasi un mese dalla scoperta del falso curriculum. All’ordine del giorno la mozione presentata da Santa Luce Democratica: «Le regole del gioco valgono per tutti e ci auguriamo che da parte dei consiglieri ci sia una forte presa di coscienza in merito, votando a favore della mozione che in sostanza chiede di far cessare il mandato del sindaco, per chiudere velocemente l’episodio di questa brutta esperienza di legislatura».

Le opposizioni parlano di grave e delicata questione. La capogruppo Mariottini non si fa illusioni. «Ci aspettiamo che il consiglio comunale straordinario vada per il meglio, ma in ogni caso – afferma –, come gruppo consiliare intendiamo ribadire il nostro impegno a proseguire in merito a questa spiacevole vicenda, facendo tutte le necessarie verifiche politiche, amministrative e legali». E conclude: «La posta in gioco è alta, si tratta di difendere le regole su cui si deve basare una comunità, che vuole andare avanti e guardare con fiducia al proprio benessere e al proprio futuro».

Manolo Morandini



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