Giochi e privacy al Pronto Soccorso per l’attesa dei bimbi
Lo spazio realizzato anche grazie a You4er e alle donazioni del Livorno Calcio. Alla cerimonia anche Brosio
LIVORNO. Con il taglio del nastro di Ina Dhimgjini si è inaugurata ieri mattina la sala di attesa del Pronto soccorso pediatrico dell’ospedale di Livorno. «Un fiore all’occhiello per la città e motivo di orgoglio per tutti quelli che hanno creduto possibile realizzarla» ha poi detto l’assessore alle politiche sociali del comune. Le ha fatto eco il primario del pronto soccorso Alessio Bertini. «I tempi di attesa per i bambini erano troppo lunghi e tutta l’azienda ha ritenuto che fosse giunto il momento per tenere separate le code con gli adulti. Inoltre, con tanti giochini a disposizione, i bambini riescono a distrarsi meglio in attesa di essere visitati». Lì vicino, Fabrizio Gadducci, primario di pediatria ad annuire contento. Tanta gente comune, ma anche tante facce conosciute. Dal comandante della Guardia Costiera, contrammiraglio Giuseppe Tarsia, ad una rappresentanza della curva Nord, i vertici del Coordinamento Club Livorno e una delegazione della società amaranto, con Maurizio Laudicino in testa. Si, perché grande parte per questa opera, porta il marchio delle donazioni arrivate dai giocatori e dallo staff della nostra amata squadra. Gli onori di casa, oltre agli uomini in camice, li hanno fatti quelli della associazione onlus You4er e del suo presidente Alessandro Banchini. «Il coronamento di un lavoro iniziato un anno e mezzo fa insieme a tutte le realtà della città. Dal Livorno, all’azienda ospedaliera, il comune. Da tutti, è arrivato un aiuto e un supporto importante». Defilato, ma ben presto scoperto e fotografato, ripreso coi cellulari, tempestato di domande, il giornalista Paolo Brosio. Che ormai non è più famoso per i suoi servizi ai tempi del Palazzo di Giustizia di Milano all’epoca di “mani pulite” ma per la sua conversione e devozione alla Madonna di Medjugorje. Con lui, You4er, organizzerà per il 13 maggio un Memorial nel ricordo di Piermario Morosini e che vedrà coinvolte tutte le società calcistiche della città. «Paolo aveva già un progetto tutto suo – ha ripreso Banchini – ma quando ha saputo di questa nostra iniziativa ha convenuto che unire le forze fosse meglio».
«Volevo vedere personalmente e capire bene il tenore di questa iniziativa. Che ritengo di notevole spessore. Del resto – dice Brosio –, l’attenzione e la cura dei più piccoli è uno dei caposaldi del Vangelo di Gesù. Osservare che tutto il progetto è stato prima ideato e poi realizzato attraverso una sofferenza vissuta ed arrivata dallo sport con la scomparsa di Morosini, è una cosa bellissima. È una gioia grande per me che ho sempre praticato sport e ho sempre lavorato in questo mondo. Sono grato di questo invito giunto anche da parte di persone con le quali avevo lavorato in passato quando non ero ancora convertito, cioè ai tempi del Twiga in società con Briatore, per intenderci. Questo è solo da considerarsi un primo passo che può unire You4er, la Fondazione Morosini, il Livorno Calcio e la mia Fondazione per segnare qualcosa di sempre più importante».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
