Gioco
Esselunga va avanti con il supermercato
Il caso di Livorno. Coop, dopo il ricorso al Tar: «Non abbiamo chiesto la sospensiva, lo faremo se verranno rilasciate le licenze edilizie»
LIVORNO. Sul nuovo fronte di “guerra” che si è aperto tra Coop ed Esselunga si usano toni soft per evitare di alimentare ulteriori polemiche . Ma dietro questa facciata “politicamente corretta”, la partita commerciale che si gioca a Livorno è un vero e proprio scontro, dove non si risparmiano colpi.
Il motivo del contendere, ricordiamolo, è l’apertura di un grande supermercato sul viale Petrarca da parte di Esselunga che così, dopo anni di attesa, sbarcherebbe a Livorno. Tutto sembrava fatto dopo che la variante urbanistica aveva superato in scioltezza l’esame degli uffici tecnici e il voto del consiglio comunale, ma ecco che ieri è piombata la notizia di un ricorso al Tar contro il progetto commerciale-residenziale.
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A firmarlo sono Unicoop Tirreno e altri operatori come Db Di Batte srl, Gms srl, Rica Gest srl che appartengono alla galassia degli operatori di supermercati con marchi come “Sigma, Simply e Risparmio Casa”. I ricorrenti, con questo atto, chiedono ai giudici amministrativi di annullare la delibera del consiglio comunale del 24 novembre scorso riguardante il “piano di recupero di iniziativa privata con contestuale variante al piano strutturale e al regolamento urbanistico dell’area ex Fiat in viale Petrarca». Ma non solo quella: chiedono di far annullare anche la delibera di giunta municipale e i verbali della conferenza di co-pianificazione che dal maggio 2015 hanno portato fino al voto del consiglio comunale. Insomma, un vero e proprio stop all’arrivo di Esselunga a Livorno, anche se Unicoop Tirreno, con una nota diffusa ieri, cerca di usare toni concilianti. «A fronte di iniziative di nuovo insediamento - si legge nel comunicato - è prassi normale valutare il progetto in tutti i suoi aspetti tecnici e amministrativi. Con questa logica alcuni imprenditori di livello nazionale aventi attività sulla piazza di Livorno si sono rivolti a un legale per fare una verifica delle procedure. Lo studio legale ha evidenziato alcune perplessità, i cui approfondimenti hanno portato a presentare al Tar una verifica di legittimità del percorso amministrativo».
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Gli operatori ricorrenti, con Unicoop Tirreno in testa, tengono dunque a precisare che « non sono contrari al nuovo insediamento, né temono la concorrenza, forti del fatto che con la stessa concorrenza si confrontano da sempre su tanti territori». Secondo la cooperativa e le aziende si tratta di fare non solo loro interesse, ma anche «dei cittadini di Livorno» che «i lavori siano realizzati nel pieno rispetto di tutte le normative. Il percorso di verifica ci dirà se queste perplessità sono legittime».
Ma ecco arrivare, nelle ultime riche della nota, la stoccata. «Con il ricorso non è stata chiesta una sospensiva, che può essere chiesta anche successivamente - è scritto - I ricorrenti si riservano di valutarne l’opportunità laddove fossero rilasciati il permesso di costruire o l’autorizzazione al commercio».
Insomma, se l’amministrazione comunale pentastellata - da sempre favorevole al progetto Esselunga - dovesse rilasciare le licenze edilizie, la battaglia in tribunale si farebbe più dura. Pronta la risposta del sindaco Filippo Nogarin, che a sua volta scegli la via diplomatica. «A me non interessa la guerra tra Coop ed Esselunga - dice il primo cittadino - A me interessa solo il bene della città di Livorno. Io credo che la libera concorrenza, soprattutto nella grande distribuzione, sia un valore che può portare beneficio prima di tutto ai cittadini, che potranno scegliere in base ai prezzi più convenienti e all’offerta migliore».
Poi, rivolgendosi alla Coop, aggiunge: «Capisco che chi ha sempre operato in regime di monopolio di fatto cerchi di difendere la propria posizione, ma io devo fare l’interesse della città. Questo ricorso avrà il solo effetto di rallentare la riqualificazione di un quartiere, la creazione di un parco urbano da 5mila metri quadrati, di una pista ciclabile e di una nuova attività che porterà 140 nuovi posti di lavoro. E questo non è certo un bene per Livorno».
Il soggetto chiamato in causa, cioè Esselunga, cerca di mantenersi alla larga delle polemica. E si limita a trasmettere un comunicato di poche righe: «Come sempre, in casi come questi, non abbiamo osservazioni o commenti da fare. Saranno le autorità competenti a valutare ed eventualmente decidere sulla questione». Questa la dichiarazione ufficiale. Ma dal quartier generale milanese si fa sapere che si continua a lavorare al progetto: dunque avanti con l’apertura del supermercato a Livorno.
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