Italia
«È una decisione che ci rende felici»
Gli avvocati del medico soddisfatti, ma il pubblico ministero è intenzionato a fare appello
LIVORNO . Sono soddisfatti gli avvocati di Renato Cicchiello, il pediatra livornese prosciolto ieri dall’accusa di corruzione a distanza di tre anni mezzo dall’arresto. «Pur in attesa di conoscere le motivazioni – spiega Massimiliano Ferretti che con il collega Marco Guercio ha assistito il medico – e consci del fatto che la decisione potrà essere oggetto di eventuale impugnazione da parte della Procura della Repubblica, per il momento la soddisfazione è innegabile soprattutto in ragione della circostanza che il proscioglimento è stato dichiarato per l’insussistenza del fatto. Un’insussistenza – va avanti – che rende a nostro avviso giustizia a chi sin dal primo momento è stato, immotivatamente quanto ingiustamente, etichettato in termini dispregiativi già dagli albori di quelle indagini preliminari che furono denominate “Operazione Medici Low-cost”».
Il pubblico ministero Porpora, al contrario, attende il deposito delle motivazioni – entro 90 giorni – per valutare un ricorso in appello che appare scontato. “Medici low cost” è un’inchiesta durata anni, condensata nella sua sintesi finale in oltre 15mila pagine.
Un’indagine dei carabinieri del Nas di Livorno che pensavano di aver sollevato il velo su un sistema consolidato in cui in cambio di viaggi pagati i medici favorivano il latte in polvere dell’azienda più generosa.
Opposto, invece, il giudizio del gup Murano con la formula tranciante del proscioglimento perché il fatto non sussiste. Per il giudice non c’erano neanche gli elementi per celebrare un processo.
Quando le parole assoluzione e proscioglimento risuonano nell’aula gip rimasta in un silenzio sospeso, gli avvocati esplodono in una gioia rara da vedere in un Tribunale.
C’è chi si abbraccia e chi dà pacche sulle spalle, anche ai clienti di altri colleghi. Nutrito lo schieramento dei difensori: oltre a Ercoli, Antonio Cariello, Chiara Bonaguidi, Carlo Porcaro D’Ambrosio, Donatella Siciliano, Andrea Di Giuliomaria, Francesca Nasoni, Riccardo Taverniti, Giovanni Capria, Serena Caputo, Rubina Colombini, Enrico Marzaduri.
«Una sentenza che ovviamente dà soddisfazione, ma ricordiamoci anche che queste persone sono state agli arresti domiciliari» fa notare un avvocato all’uscita del Tribunale.
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