Gioco
Messaggi e molestie all’ex fidanzata Indagato 50enne
Il giudice ha disposto il divieto di avvicinamento Sospettato di aver danneggiato lo scooter della donna
LIVORNO. Appostamenti sotto casa e sul luogo di lavoro. E ancora pedinamenti, messaggi, telefonate fino a lettere assillanti e insulti di vario genere. E come se non bastasse anche il concreto sospetto che l’ex fidanzato sia l’autore dei danneggiamenti sullo scooter della donna.
Sono questi gli elementi che hanno convinto il giudice per le indagini preliminari a disporre nei confronti di un cinquantenne residente a Pisa, il divieto di avvicinamento alla ex, straniera ma residente a Livorno, mantenendosi sempre ad una distanza di almeno 500 metri, oltre a quello di avere comunicazioni di alcun genere.
A condurre l’indagine, coordinata dal pubblico ministero Massimo Mannucci, la sezione della squadra mobile che si occupa dei reati di “maltrattamento in famiglia e stalking”.
Gli accertamenti sono iniziati all’indomani della denuncia della donna, avvenuta a inizio 2018. Nei due messi successivi gli agenti hanno acquisito elementi probatori che hanno convinto il magistrato a richiedere una misura cautelare, utile – è la speranza – a far cessare lo stato di violenza fisica e psichica a cui era sottoposta la vittima.
Secondo la ricostruzione della polizia, era dagli ultimi mesi del 2017 che la donna subiva minacce e molestie, nonché atti persecutori. Tutto ciò – spiegano dalla questura – ha causato alla vittima un gravissimo stato di ansia, provocandole timore per la propria incolumità, tanto da costringerla a cambiare le proprie abitudini di vita quotidiana. Ecco perché il cinquantenne è indagato per stalking.
«Laddove il soggetto non ottempererà al divieto di avvicinamento – concludono gli investigatori – la legge permetterà ai poliziotti di provvedere con l’arresto in flagranza e con la richiesta di aggravamento della pena in carcere».
La misura cautelare eseguita ai danni del cinquantenne nei giorni scorsi è solo l’ultima di una serie di provvedimenti eseguiti dal tribunale di Livorno nelle ultime settimane, in particolare all’indomani dell’omicidio di Francesca Citi, la donna uccisa dall’ex marito nello studio medico dove lavorava in piazza Attias la mattina del 13 febbraio scorso.
Protagonisti in negativo degli atti persecutori ai danni delle ex compagne sempre uomini tra i 45 e i 55 anni che non accettando la fine della relazione hanno iniziato a molestare le vittime con atteggiamenti spesso anche violenti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
