Gioco
L’ondata dei “lavoricchi”: precarie 7 assunzioni su 8
Il 90% dei delle assunzioni in programma in provincia di Livorno sono contratti a termine, secondo il centro studi della Camera di Commercio
LIVORNO. Sono 26.970 le assunzioni che le imprese della provincia di Livorno dichiarano di aver messo in programma: l'hanno detto all'équipe del progetto Excelsior, che da vent'anni a livello nazionale fa la fotografia del fabbisogno di manodopera andandolo a chiedere direttamente agli interessati. Tante, tantissime ma solo all'apparenza: nel conto c'è il rimpiazzo di chi va in pensione ma soprattutto il gran numero di posti di lavoro nell'industria stagionale del turismo.
Ammesso che si tratti di numeri reali (e dovrebbero esserlo, visto che si tratta di informazioni raccolte contattando azienda per azienda un folto campione di imprenditori nelle varie città), aiutano a capire che potrebbe esserci un qualche spaziettino per ciascuno, magari con un "lavoricchio".
Ma è proprio su questo versante che arriva la doccia fredda: si tratta quasi sempre e quasi ovunque di precariato. Nel dossier messo nero su bianco dal centro studi della Camera di Commercio si mette in evidenza che «il 90,5% dei posti di lavoro offerti riguarda una posizione di lavoro dipendente» mentre quasi uno su dieci è relativo a somministrazione di interinali o contratti di collaborazioni o qualcosa di simile. Non basta: appena un posto di lavoro su otto (12,6%) riguarda contratti a tempo indeterminato.
A ciò si aggiunga che per gran parte ci si deve affidare alla galassia delle piccole imprese: «il 71% delle nuove assunzioni avviene “grazie” alle imprese di piccola dimensione», tiene a sottolineare il report dell’ente camerale.
E se è vero che, almeno nelle risposte ai questionari di Excelsior, ci siamo lasciati alle spalle un identikit del fabbisogno di manodopera praticamente senza laureati (Livorno dieci anni fa era al 4%, ora siamo a più del doppio), va detto – com’è indicato dallo studio – che la maggior parte delle assunzioni è rivolte verso figure di abilità basse (39,1%) o tutt’al più medie (52,4%). Insomma, le figure professionali in ingresso «sono più facilmente intercambiabili nel tempo, caratteristica che spesso determina un elevato turn over in alcuni particolari settori».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
