Il Tirreno

Livorno

Muore nel sonno a 45 anni, "Addio Eros, ragazzo eccezionale"

di Gianni Tacchi
Muore nel sonno a 45 anni, "Addio Eros, ragazzo eccezionale"

Livorno, De Lorenzo, tassista come il padre, è stato stroncato da un malore nel suo appartamento a Shangai. Lo ha trovato la madre

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LIVORNO. Uno choc. Quando mamma Anna, nella mattinata di lunedì 5 marzo, si è accorta che la porta della camera da letto di Eros era ancora chiusa, ha bussato e non ha sentito risposte. Così, preoccupata perché a quell’ora suo figlio doveva essere già al lavoro, è entrata dentro, si è avvicinata e ha trovato il corpo senza vita. Uno choc. E le richieste di aiuto, tra disperati tentativi di rianimazione e chiamate in lacrime al 118, purtroppo sono stati inutili. Eros, il suo Eros, probabilmente se n’era già andato da alcune ore. E oggi restano il dolore e il ricordo «di un ragazzone splendido, unico», come raccontano gli amici di sempre.

Eros De Lorenzo aveva 45 anni e viveva con i genitori in via Stenone, nel quartiere di Shangai, dove ieri mattina - intorno alle 11,30 - sono intervenuti i soccorritori della Misericordia di via Verdi e gli agenti della polizia. A causare il decesso, secondo quanto raccolto, sarebbe stato un malore a livello cardiocircolatorio. «Qualcosa di improvviso, Eros non aveva patologie particolari», spiegano gli amici. Fatto sta che l’autopsia non è stata disposta, la salma è stata riconsegnata ai familiari e i funerali verranno celebrati domani mattina al cimitero dei Lupi (l’orario non è ancora stato fissato).

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De Lorenzo, da alcuni anni tassista come il padre, aveva lavorato anche alla Cft, cooperativa del settore della logistica integrata, e come cameriere al ristorante Il Sottomarino di via Terrazzini. Amava il calcio, la pesca, la buona cucina e cercare funghi in montagna. E poi gli animali: in casa aveva tre meticci e nel tempo libero, tra un impegno e l’altro, cercava di infilare una passeggiata a cavallo. «Era un ragazzo eccezionale, fantastico sotto ogni punto di vista - ricordano gli amici in lacrime - Eros era il nostro punto di riferimento in ogni occasione. Generoso, disponibile, solare. Lui c’era sempre». «È stato il primo a portarmi in curva Nord - aggiunge uno degli amici di sempre, Stefano - ed è grazie a lui che ho conosciuto mia moglie in vacanza. Eros era un pezzo della mia vita. Non è possibile, non è possibile...».

Era il sorriso del quarantacinquenne livornese a trascinare questo gruppo di amici, un sorriso unico e capace di entrare nell’anima di tutti. «Sul suo profilo di Facebook - continuano - ci sono centinaia di messaggi, post, commenti. Condoglianze e ricordi, insomma. Succede quasi sempre davanti a tragedie simili, è vero, ma stavolta è diverso: sono parole sincere, vere, proprio come Eros». Che oltre ai genitori, con i quali viveva da sempre, lascia il fratello Omar. Una famiglia a pezzi, distrutta dal dolore e dalla tragedia. Uno choc per tutti.
 

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