Il Tirreno

Livorno

Gianfranco Lamberti, il sindaco che cambiò la città

di Alessandro Guarducci
Gianfranco Lamberti, il sindaco che cambiò la città

Livorno, dalla crisi del Cantiere Orlando alle inaugurazioni di Terrazza, Palasport e Goldoni

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LIVORNO. Gianfranco Lamberti si è spento giovedì 1 marzo, poco prima delle 20, all’ospedale di Livorno. Aveva compiuto da poco 71 anni e da poco aveva saputo di essere gravemente ammalato. Lui, combattente leale, grintoso e orgoglioso, stavolta si è dovuto arrendere a quel male che l’ha strappato all’amore delle moglie Paola, dei figli Pasquale e Francesco, della nipotina Azzurra e all’impegno del suo recente incarico, quello di sindaco di Montecorvino Pugliano, in provincia di Salerno, la sua terra di origine.

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Ma ora che Gianfranco Lamberti non c’è più, la città continuerà lo stesso a parlare di lui e a ricordarlo in ogni suo angolo. Sì, perché la Livorno che conosciamo oggi è stata realizzata in gran parte durante i suoi 12 anni e passa da sindaco. È stato lui a far restaurare la Terrazza Mascagni con tanto di gazebo nella versione originale. E sempre lui ha realizzato il nuovo lungomare con le baracchine e con le palme che tanto fecero discutere all’epoca. Ponendo anche le basi per far riaprire e ampliare quello che era l’Acquario Cestoni.


Con grande caparbietà e tanti viaggi a Roma dal ministro dei Beni culturali Walter Veltroni, riuscì ad ottenere i finanziamenti per il restauro del teatro Goldoni che cadeva a pezzi: lo inaugurò alla presenza del presidente Carlo Azeglio Ciampi, restituendo così alla città un autentico gioiello. E poi non si può dimenticare la costruzione, dopo mille peripezie, del Palasport della Porta a terra, operazione accompagnata e sostenuta dalla nascita del grande comparto commerciale. Insomma, da qualsiasi parte ci si giri, c’è il segno indelebile di Lamberti. Che nei suoi 12 anni da sindaco ha conosciuto anche momenti difficili, che lo hanno spinto a compiere scelte complesse e anche opinabili. Per esempio la crisi del Cantiere Orlando, risolta con l’avvento di Azimut Benetti ma anche con l’operazione immobiliare Porta a mare che ancora oggi fa discutere. Poi il “lodo Fremura” con 30 milioni di euro di debito per il Comune saldato successivamente con la transazione dell’area Levante. Ma in tutti questi casi si è sempre assunto le sue responsabilità. Da combattente leale, grintoso e orgoglioso. Innamorato di Livorno.

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