Il Tirreno

Livorno

Garibaldi, dopo 4 mesi torna il divieto di vendita di alcolici la notte

di Gianni Tacchi
Garibaldi, dopo 4 mesi torna il divieto di vendita di alcolici la notte

Il divieto tra le 21 e le 7 è scattato venerdì 2 marzo  e riguarda anche piazza XX Settembre Stop anche al consumo negli stessi orari. Nogarin: «Così si contrasta il degrado»

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LIVORNO. Sono serviti quattro mesi per vietare nuovamente la vendita di alcolici da asporto, tra le 21 e le 7, in una delle zone più problematiche della città, dove il caos non si ferma e la gente torna a casa preoccupata. Quattro mesi di ritardi, proteste e ostacoli a livello burocratico. Alla fine le limitazioni alla vendita di birre e liquori, articoli che riprendono il testo dell’ordinanza anti-alcol dello scorso anno, sono state approvate all’unanimità nel consiglio comunale di metà febbraio, così ieri mattina - attraverso una delibera di giunta - l’amministrazione comunale ha individuato le aree in cui è valido il divieto: oltre alla zona Garibaldi e a piazza della Repubblica, già contenute nell’atto scaduto lo scorso 31 ottobre e al centro di numerosi episodi violenti, ci sono piazza XX Settembre e dintorni, come anticipato dal Tirreno a inizio novembre. E allo stesso tempo, sempre dalle 21 alle 7, è vietato anche il consumo nelle aree pubbliche di quelle zone, a eccezione degli spazi esterni autorizzati.

Lo stop alla vendita di alcolici, che fa parte del nuovo regolamento di polizia urbana, è entrato in vigore ieri sera e non ha una scadenza come la vecchia ordinanza, che era un provvedimento urgente e dunque legato a un periodo specifico. L’obiettivo resta quello di controllare i minimarket della nostra città, che sono aperti 24 ore su 24 e vendono birre a poco più di un euro, favorendo - secondo i residenti e gli esercenti di piazza Garibaldi e strade limitrofe - fenomeni come lo spaccio, le risse e la prostituzione. Il divieto, esattamente come in passato, non riguarda invece le attività che fanno somministrazione, dunque i bar e i ristoranti.

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L’ITER BUROCRATICO. L’idea di fermare la vendita di alcolici di notte nelle zone più critiche della città, a partire appunto da piazza Garibaldi e piazza della Repubblica, era emersa all’inizio dello scorso anno per contrastare il degrado e lavorare sul decoro urbano. Un’ipotesi diventata realtà grazie alla legge Minniti, che ha dato una serie di poteri ai sindaci. Così Nogarin aveva introdotto e firmato l’ordinanza anti-alcol, entrata in vigore il 5 maggio e scaduta il 31 ottobre dopo 7 multe dei vigili urbani e 4 chiusure ordinate dal questore.

Ma perché sono passati addirittura quattro mesi per un altro atto del genere? Perché l’ordinanza non poteva essere prolungata e l’amministrazione comunale si è mossa solo dopo la scadenza, inserendo il contenuto del vecchio atto nel nuovo regolamento di polizia urbana, approvato dalla giunta pochi giorni prima di Natale. Inoltre, durante l’ultima riunione della sesta commissione che si occupa di vivibilità urbana, il testo non ha ottenuto il parere favorevole per entrare in consiglio comunale ed essere approvato in modo definitivo. Ma nei giorni successivi, dopo le critiche di tanti cittadini, è intervenuto il capogruppo di Città Diversa Marco Cannito, che ha proposto di discutere a parte i due articoli sul divieto di vendita di alcolici, in modo tale da accelerare l’iter e non rimandare tutto al post-elezioni. Così è arrivato l’ok all’unanimità nel consiglio del 14 febbraio, passaggio necessario per le delibere sulle zone interessate dallo stop. Il resto del regolamento di polizia urbana, sul quale le opposizioni non sono d’accordo, tornerà invece in commissione nelle prossime settimane per eventuali modifiche.

LE REAZIONI. I residenti e i commercianti della zona Garibaldi chiedevano un atto di questo tipo da settimane, anche se qualcuno - durante la tappa di Caffè Tirreno nel quartiere - aveva proposto una misura più repressiva, cioè far chiudere i minimarket alle 20 come gli altri negozi. E alla fine è stato approvato lo stesso divieto di un anno fa, con piazza XX inserita tra le zone off-limits: chi vende alcolici da asporto nella fascia oraria non consentita, rischia una multa da 50 euro, e alla recidiva scatta la sospensione dell’attività per 5 o 10 giorni, che ora spetta all’ufficio Commercio del Comune.

«È un provvedimento - spiega il sindaco - studiato per contrastare un fenomeno che, nel recente passato, ha causato situazioni di degrado e scatenato episodi di violenza in alcune zone della città. Si tratta di una risposta importante e strutturale, una risposta che i cittadini di Livorno aspettavano da tempo».
 

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