La protesta
Una nuova auto-scuola per i paraplegici
La Volkswagen Caddy acquistata col contributo della Fondazione Livorno e dedicata a Martina Bechini
LIVORNO. E' stata soprannominata “Principessa” la nuova vettura di servizio, una Volkswagen Caddy, acquistata dall'Associazione Paraplegici Livorno con il contributo della Fondazione Livorno: denominazione non casuale, così come riveste un profondo significato la locuzione latina “Amor vincit omnia” (L'amore vince tutto) tratta dalle “Bucoliche” di Virgilio e ora riprodotta sul cofano e sul portellone posteriore del veicolo.
Quella frase la portava tatuata Martina Bechini, la giovane livornese di 34 anni deceduta durante l'alluvione del settembre scorso, trascinata via dalle acque impetuose del Rio Ardenza, a nemmeno due mesi dal suo matrimonio. Al suo ricordo è dedicata la nuova vettura presentata al Terminal Crociere nell'ambito del congresso sulla prevenzione e l'autonomia con l'intervento di Fabrizio Torsi, presidente dell'Associazione Paraplegici Livorno, e di Alessandra Bechini, la sorella di Martina, che ha rievocato con parole di sdegno e commozione quella tragica notte di cinque mesi fa.
«La nuova vettura – spiega Luca Mazzi, numero 2 dei Paraplegici Livorno – è multiadattata per consentire di ottenere la patente di guida a chi ha sofferto un evento invalidante. Dispone di acceleratore e freno entrambi al volante, ha il cambio automatico e l'inversione dei pedali per l'emiplegia. L'aspetto importante è che ha pure i doppi comandi per scuola-guida. Chi ha una disabilità e desidera convertire la patente può venire da noi e con i nostri volontari gli insegnamo a guidare e se vuole lo accompagnamo all'esame. Purtroppo, le scuole-guida non sono attrezzate per convertire le patenti».
Accanto a “Principessa” campeggiavano altre tre automobili, di cui due storiche, anch'esse opportunamente adattate ed in grado di restituire autonomia a persone disabili: una Fiat 500L recentemente restaurata e donata all'associazione da Gabriella Bertini, fiorentina che ha studiato e realizzato una serie di soluzioni meccaniche disposte al volante per continuare a guidare la sua auto, unica nel suo genere. In esposizione anche una Fiat 126, appartenuta a Teresa Bellese ed adattata per una parziale disabilità delle gambe. All'incontro ha partecipato anche una delegazione del Vespa Club Pontedera il cui presidente, Luca Cervelli, ha consegnato all'associazione livornese un assegno di 1500 euro.
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