Gioco
«Ho lavorato tanto, la città mi ha ripagato»
Gli anni in Municipio e quel progetto di andare a Roma che non si è avverato
Ecco l’ultima intervista
da sindaco di Livorno che Gianfranco Lamberti rilasciò al Tirreno. Era il 17 giugno 2004. Alcuni suoi progetti
non si sono poi avverati.
Non deve essere facile lasciarsi alle spalle dodici anni trascorsi sempre in prima linea, alla guida della città. E infatti, quando nel tardo pomeriggio di ieri ha chiuso per l’ultima volta la porta di quello che è stato il suo ufficio di sindaco, gli occhi di Gianfranco Lamberti si sono inevitabilmente velati per l’emozione. Un attimo soltanto, poi l’ex primo cittadino (anche se formalmente Lamberti è sempre in carica) ha sfoderato il consueto sorriso ed ha sceso frettolosamente lo scalone di Palazzo Civico.
Una volta in strada si è voltato ancora verso il municipio, come se volesse salutarlo per l’ultima volta. Poi è salito in sella al suo scooter ed è partito verso casa. Il suo ultimo giorno da sindaco si è concluso così. «Ho lavorato duro per quasi tredici anni – ammette – e sono quindi un po’esausto. Però è stata veramente un’esperienza meravigliosa, che mi ha regalato davvero tante soddisfazione: dalla città ho ricevuto moltissimo in questi anni, ma credo di averle anche dato tanto. Questa, perciò, è una giornata particolare per me. Non riesco neppure a spiegare che cosa provo esattamente, però si tratta di sentimenti positivi. Inutile dire che ho lasciato l’ufficio col magone...».
Ora Lamberti staccherà la spina per qualche giorno: stamani partirà alla volta di Trieste, dove si troverà col professor Giuseppe Dell’Acqua, direttore dei servizi sanitari dell’ospedale triestino, e con altri cinque compagni di università che si sono specializzati in psichiatria. Insieme faranno una vacanza in barca nei mari dell’Istria.
«Ci servirà come terapia di gruppo – ammette sorridendo – Sono tutti vecchi amici di studi, che da tempo mi avevano organizzato questa breve vacanza di fine mandato. Andremo a pesca: ho già pronto canne, lenze e trenta scatole di canadesi». L’ex sindaco rientrerà a Livorno lunedì prossimo e per martedì a Palazzo Civico è già fissato un incontro con Alessandro Cosimi: sarà quella l’occasione per ufficializzare il passaggio di consegne. E dopo cosa farà Gianfranco Lamberti? Lo scorso anno è andato in pensione dall’Usl, quindi non tornerà a fare il medico. Si dice che lo attenda un incarico nei Ds a Roma... «Ancora non conosco il mio futuro – afferma – però nei giorni scorsi ho ricevuto una telefonata di Vannino Chiti che mi ha fatto molto piacere. Andrò a Roma subito dopo il turno di ballottaggio delle amministrative e sentirò che cosa intendono propormi nel partito: il segretario Fassino ha detto che è già iniziato il dopo-Berlusconi e io vorrei dare un contributo». Anche se assumerà un incarico di primo piano nei Ds nazionali (portualità o politiche comunitarie? ), a Lamberti piacerebbe mantenere un rapporto molto stretto con la sua città. Magari ritagliandosi un ruolo non operativo. «Sì, vorrei continuare a fare qualcosa a Livorno – prosegue – ma certamente non a livello amministrativo: capisco benissimo che la mia presenza potrebbe rivelarsi ingombrante. Ne parlerò con Cosimi e sono sicuro che insieme troveremo una soluzione».
Se non è ancora il momento di fare bilanci, Lamberti ha però voluto lanciare alla città il suo ultimo messaggio da sindaco. «In questi dodici anni – conclude – la città si è trasformata anche attraversando crisi acute. Ricordo gli operai della Cmf, quelli del Cantiere e della Lips, i commercianti del centro: tutti, nel momento della difficoltà, sono venuti in Municipio. Ecco, il mio mandato è stato caratterizzato proprio dalla centralità del Comune: tutte le vicende cittadine, nel bene e nel male, hanno avuto come punto di riferimento il Comune che è stato davvero la casa dei cittadini».
Alessandro Guarducci
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