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La picchiava da 5 anni dopo la denuncia non potrà avvicinarsi
Lei ha trovato la forza di raccontare botte e minacce 3 mesi fa Lui deve restare a 500 metri di distanza e non può chiamarla
LIVORNO. Cinque anni. Cinque anni di violenze, minacce, lesioni. Cinque anni di maltrattamenti, percosse, stalking. Cinque anni dentro un incubo, quello di una donna picchiata e tormentata dall’ex compagno, l’uomo che diceva di amarla e che invece l’ha molestata continuamente. Lei, una cinquantenne livornese, ha avuto la forza di raccontare tutto a novembre, circa tre mesi fa: a quel punto, dopo la denuncia della donna, la polizia ha avviato subito le indagini e ricostruito diversi episodi di violenza, sentendo testimoni e trovando riscontri sia sui maltrattamenti che sullo stalking. E lunedì scorso, in seguito alla richiesta del pubblico ministero Massimo Mannucci al giudice per le indagini preliminari Marco Sacquegna, nei confronti dell’uomo - livornese, coetaneo della donna - è stato disposto il divieto di avvicinamento e di comunicazione con l’ex compagna: dovrà restare a una distanza di cinquecento metri dalla donna e dai suoi familiari, inoltre non potrà comunicare con lei, con i suoi parenti e con i suoi conviventi, neanche tramite telefono e internet.
La donna, come accertato dalla sezione della squadra mobile che si occupa di maltrattamenti in famiglia e stalking, conviveva con l’ex compagno in centro e subiva minacce, percosse e lesioni dal 2013. Una situazione che l’aveva portata a lasciarlo, interrompendo così il rapporto e scatenando purtroppo la reazione dell’uomo, ossessionato da lei. Le molestie sono andate avanti per anni, tra appostamenti sotto casa e sul posto di lavoro di lei, controlli via internet e altri episodi violenti. «La situazione peggiorava di settimana in settimana, di mese in mese - aggiungono dalla questura - inizialmente era un classico caso di stalking, poi però le cose sono precipitate e lei è stata percossa, picchiata, umiliata. Gli episodi più gravi si sono verificati a dicembre, a distanza di un mese dalla denuncia». Presentata quattro anni dopo i primi maltrattamenti, ma comunque fondamentale per ricostruire tutto e far scattare il divieto di avvicinamento.
Nell’ordinanza del tribunale si legge che “il disprezzo e la condotta dell’uomo erano tesi all’offesa della dignità della donna”, sottoposta continuamente a una violenza fisica e psichica. Proprio la ricostruzione di questi episodi ha permesso al pubblico ministero di richiedere e ottenere la misura cautelare, che comprende sia il divieto di parlare con lei sia l’obbligo di restare ad almeno cinquecento metri di distanza. E se il cinquantenne livornese non rispetterà questi divieti, la polizia potrà intervenire con l’arresto in flagranza, richiedendo poi l’aggravamento della pena e il trasferimento in carcere. In casi del genere non è previsto invece l’uso del braccialetto elettronico, visto che paradossalmente non si può applicare quando l’accusa è di stalking o quando c’è un divieto di avvicinamento: il Tirreno, più di un anno fa, ha lanciato una campagna online per sbloccare l’utilizzo di questi dispositivi, collegati con le centrali operative delle forze dell’ordine, e cercare di salvare centinaia di donne.
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