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Cattivi odori al Calambrone, nuovo esposto

Cattivi odori al Calambrone, nuovo esposto

Il documento con circa cento firme è stato inviato alla Procura di Livorno: «I dati parlano chiaro»

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CALAMBRONE. I cattivi odori di Calambrone sembrano un problema senza soluzione e i residenti partono nuovamente all’attacco con un nuovo esposto alla Procura di Livorno dopo quello del 4 luglio 2017 di cui non hanno saputo più niente. Anche questo documento è accompagnato da circa cento firme ma, soprattutto, fa riferimento ad una raccolta dati suffragata da fatti e all’evoluzione giurisprudenziale che c’è stata in materia nel frattempo. La Corte di Cassazione infatti, ha deciso di ricondurre le molestie derivanti dall’emissione di cattivi odori, al reato di getto di cose pericolose disciplinato dal codice penale. Insomma i attivi odori sarebbero, a tutti gli effetti, “molestie olfattive” .«È il nostro caso – precisa Daniele Grillotti residente a Calambrone e rappresentante dei ricorrenti in quanto praticante dello studio legale che ha curato l’esposto – dal momento che non esiste una normativa statale che prevede disposizioni specifiche e valori limite in materia di odori, con la conseguente necessità di individuare il parametro di legalità nel criterio della “stretta tollerabilità” . Ma oltre a questo, abbiamo corredato l’esposto anche di una raccolta dati estremamente importante». Nel periodo compreso tra il mese di luglio 2017 e il mese di novembre 2017 infatti, sono stati incrociati i dati prodotti dal Consorzio Lamma (costituitosi tra Regione Toscana e Cnr), relativi a direzione/velocità del vento, con le segnalazioni effettuate ad Arpat da alcuni residenti a Calambrone che si trova in direzione est e sud-est rispetto agli impianti petroliferi presenti in località Stagno-Calambrone. «E i dati evidenziano una percentuale di corrispondenza tra il fenomeno delle maleodoranze e la direzione dei venti con provenienza est/sud-est pari al 93,3% e questo smentisce quanto ha affermato Arpat – sottolinea Grillotti – che invece sostiene che le maleodoranze possano originarsi dal fumo dei camini delle navi in porto che, però, rispetto a Calambrone, si trovano a sud e non est/sud-est. Per noi il reato c’è e noi chiediamo che individuino i responsabili e Arpat lo deve fare». Nel frattempo però, tra i residenti cresce l’esasperazione per questo problema: alcuni stanno seriamente pensando di andarsene soprattutto chi ha figli, perché sono preoccupati per la loro salute. Alcuni campeggi della zona invece, nelle recensioni vengono sconsigliati perché in estate la notte non si respira. (d.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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