Il Tirreno

Livorno

Parcheggi a pagamento sul viale Italia, commercianti infuriati

di Nicolò Cecioni
Parcheggi a pagamento sul viale Italia, commercianti infuriati

Livorno, contrari agli stalli blu a San Jacopo i gestori di bar, negozi e stabilimenti balneari. Più ottimisti i residenti: la “lettera” dà una chance per trovare posteggio  

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LIVORNO. Arrivano gli stalli blu e San Jacopo si sta preparando a questo cambiamento che rivoluzionerà la vita non solo dei tanti che frequentano il viale Italia, ma di tutto il quartiere. Dopo due anni di iniziative e assemblee, l'amministrazione ha deciso di portare a termine il progetto dei parcheggi a pagamento sul lungomare e chi abita nella zona si sta attrezzando. C'è chi spera nell'ennesimo rinvio (che però sembra improbabile), c'è chi ormai si è rassegnato all'idea di dover pagare quella che definisce “tassa”. Ma ci sono anche quelli che, tra i residenti, tutto sommato, non sono così contrari alla decisione dell'assessore Giuseppe Vece, perché con l’introduzione della lettera sperano di trovare parcheggio più facilmente.

COMMERCIANTI INFURIATI. I più agguerriti in questa diatriba sono i commercianti. Bar, ristoranti, stabilimenti balneari, locali e negozi della zona sono sul piede di guerra e hanno intenzione di continuare la protesta iniziata già nei mesi passati. «Non ho niente da aggiungere - dice Paolo Mati, uno dei titolari della Baracchina Bianca - rispetto a ciò che ho detto lo scorso anno. Una decisione del genere l'avrei capita se fosse stata applicata a tutto il viale Italia, dalla Bellana ad Antignano. In quel modo avremmo messo sullo stesso piano tutti i cittadini e i commercianti. Così, invece, si vanno a penalizzare solo alcuni. Da giugno un caffè costerà 2 euro, 1 euro di caffè e 1 di parcheggio. Ciò significa che verrà meno gente e noi dovremo fare delle scelte sul personale. Quest'anno saremo costretti a fare a meno di due stagionali che altrimenti avremmo assunto come tutte le estati».

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Della stessa linea il titolare del Giampa's Bar, davanti all'ingresso di Acquaviva. «In tutto questo tempo – spiega Giampaolo Ghilarducci – non ci ha mai considerato nessuno. Anzi. Avevano detto che ne avrebbero parlato durante un consiglio comunale, poi hanno fatto tutto di nascosto. E ci siamo trovati gli stalli blu da un giorno a un altro». «Abbiamo fatto – ricorda – ben due raccolte firme. Una con più di 800 livornesi che hanno dato il proprio nome. Abbiamo seguito tutte le procedure, dopo aver raccolto le firme, le ho protocollate e depositate in Comune. Ma niente. L'assessore Vece ci ha detto di aver già firmato con la Tirrenica, perciò non c'è più niente da fare. Comunque noi non ci arrenderemo, continueremo a fare di tutto per evitare di avere i parcheggi a pagamento sul viale Italia. Anche perché non ha senso. In inverno, durante una giornata infrasettimanale, di macchine posteggiate lungomare ce ne sono pochissime. Noi abbiamo provato a farci sentire, ma dall'amministrazione non ci hanno mai risposto. Menomale che loro dovevano essere quelli che parlavano con i cittadini...». Anche alla Perla del Tirreno (l'ex Chalet Mauri) la musica non cambia. «Verranno meno clienti – spiega Monica Ciabattini – perché il caffè costerà il doppio. Spero che si potrà trovare una soluzione».

RESIDENTI DIVISI. Situazione diversa, invece, tra i residenti. Perché, se da una parte dovranno munirsi di una lettera (che costerà dai 30 ai 50 euro per macchina), dall'altra in molti sperano di risolvere il problema del parcheggio. «Parcheggiare qui – spiega Valerio Baldasseroni – la domenica d'estate è praticamente impossibile. Però queste strade sono sempre state libere, non sono d'accordo sul pagare questa nuova tassa. Piuttosto, mi auguro che via delle Conce, dove abito, diventi a senso unico perché è troppo stretta. Sono anni che lo chiediamo, ma niente...».

Qualche perplessità anche per Giovanna Vitalizzi: «Ok, avremo la lettera – dice –. Ma siamo sicuri che poi troveremo posto? Serviranno dei controlli». Decisamente contraria la signora Maria Giovana Febbraro. «I parcheggi a pagamento sono una vergogna. I negozi e i ristoranti vivono grazie alla gente di passaggio, in quel modo a San Jacopo non verrà più nessuno. Anche perché da qui passa un solo autobus e se devo andare in piazza Cavour mi tocca fare un cambio». Problemi anche per Giacomo Fulceri, che abita in via San Jacopo in Acquaviva e d'estate fa il bagnino ai Pancaldi. «Non si possono chiedere 5 euro al giorno alla gente per parcheggiare in un posto dove fino a oggi il posteggio era gratuito. È vero che di posti non se ne trovavano e per noi residenti la lettera sarà un vantaggio. Ma questa non è certo la soluzione giusta per risolvere il problema. Anzi. Andranno a impoverire il quartiere».

«Io vado tutta l'estate al mare ai Pancaldi – rincara la dose Lina Pacini – e ogni giorno vengo a fare colazione in Baracchina. D'ora in poi dovrò spendere il doppio per fare le stesse cose». Anche per Cristiana Vannucci quella dei parcheggi blu è una scelta sbagliata. «Così aumenteranno i problemi per tutti i commercianti. Oggi sto andando a mangiare a un ristorante della zona e ho parcheggiato gratis, da giugno non si potrà più fare».
 

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