Il Tirreno

Livorno

È scontro sul sociale tra Romano e Nogarin

di Enrico Paradisi
È scontro sul sociale tra Romano e Nogarin

Il Tirreno protagonista su La7 a “Non è l’Arena”. Il candidato Pd attacca «Dice bombe, dimezza il reddito di cittadinanza». Il sindaco: «I fatti sono altri»

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LIVORNO. «Il solito, grandissimo e irresistibile “Bomba”. Telefona in diretta a “Non è l’Arena” per smentire se stesso e la sua giunta che meno di un mese fa aveva annunciato il dimezzamento del reddito di cittadinanza. Ma i fatti sono testardi, eccoli qui». Il “cinguettio” al plutonio del candidato Pd alla Camera Andrea Romano, subito dopo le scintille in diretta con il sindaco M5s Filippo Nogarin nel corso della trasmissione andata in onda domenica sera su La 7, alza ancora la tensione a Livorno in coda alla campagna elettorale.

Casus belli questa volta il “reddito di cittadinanza” e l’articolo pubblicato al riguardo del Tirreno. Subito sotto il tweet, Romano infatti pubblica un nostro articolo del 2 febbraio scorso che, riportando correttamente il dibattito di una commissione consiliare sull’analisi del bilancio di previsione, titolava: “Ci sono meno soldi per il reddito di cittadinanza”. In effetti nell’articolo si spiegava che per la misura di sostegno (numeri e tabelle alla mano) dalla previsione del 2018 che riporta a bilancio 282.545 mila euro, si scendeva a 150 mila per ciascuna delle due annualità successive, 2019 e 2020. E non a caso si riportava anche il fatto che l’assessora Ina Dhimgjini si era augurata che la giunta si preoccupasse di stanziare ulteriori somme per mantenere inalterata la cifra.

«Non solo dimezzamento», ha fatto subito eco a Romano su Facebook il consigliere di opposizione Marco Valiani (Lpt): «L’anno successivo ulteriore dimezzamento. Come da bilancio di previsione». «È veramente incredibile che Nogarin interrompa una trasmissione televisiva per dire un’altra falsità», ha commentato ieri Romano, che poi spiega così l’accaduto: «Mi sono limitato a raccontare in tv quello che tutti i livornesi sanno: ovvero che Nogarin ha tagliato le provvisioni sociali a 400 famiglie per introdurre un finto reddito di cittadinanza a imitazione di quello proposto da Di Maio». «Un provvedimento – attacca ancora il candidato Pd – che è durato sei mesi e che sarà dimezzato dal prossimo anno e nel 2020 come dimostrano le tabelle presentate in commissione dalla giunta Nogarin. Purtroppo la storia la conoscono bene i livornesi, e purtroppo il metodo Nogarin è basato molto spesso sull’arrampicata sugli specchi. Mi auguro che abbia più rispetto per la città che amministra».

«Fare valutazioni politiche solo sui bilanci previsionali è da dilettanti», replica duro Nogarin, che rilancia: «Per quest’anno ci sono 282mila euro sul reddito di cittadinanza che non è escluso possano essere ulteriormente incrementati». «Quella poi del taglio delle social card è una favoletta per bambini – spiega ancora il sindaco – nel 2016 abbiamo investito 406mila euro sulle social card e 300mila euro sul reddito di cittadinanza. Nel 2017 abbiamo alzato lo stanziamento del reddito a 400mila euro. Risultato: abbiamo dato un aiuto a 250 persone in più di prima». «Questi sono fatti concreti – chiude Nogarin – Romano se ne faccia una ragione».

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