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Sconto di Aamps alla Fratelli Elia, indagato anche l'imprenditore Cagliata
Livorno, inchiesta "Città pulita": chiuse le indagini dello stralcio. Quattro le persone nei guai con l’accusa di indebita utilità. Il costruttore è considerato dalla Procura il regista dell’operazione, nei guai anche l'ex assessore Nebbiai
LIVORNO. Il re degli imprenditori livornesi entra – da indagato – in uno stralcio nella maxi inchiesta “Città pulita” che da oltre tre anni sta cercando di far luce sulle presunte irregolarità che hanno causato il dissesto di Aamps, l’azienda pubblica per la gestione dei rifiuti con milioni di euro debiti, oggi in regime di concordato preventivo in continuità. Rodolfo Cagliata, 92 anni ad aprile – secondo la procura – sarebbe infatti il regista dell’operazione sospetta che il 4 novembre 2013 ha portato alla firma dell’accordo transitorio tra Aamps e Fratelli Elia Spa per i debiti accumulati tra il 2006 e il 2012 dalla società di autotrasporto rispetto all’omesso pagamento dell’imposta sui rifiuti.
Il risultato è stato uno sconto sostanzioso e, per gli inquirenti, anomalo. Un’operazione che – secondo la finanza – ha anche creato un dissesto nel bilancio di Aamps che già allora non godeva affatto di buona salute, tanto da interessare la Corte di Conti. La transazione, infatti, sarebbe avvenuta mentre era ancora pendente l’appello davanti alla commissione tributaria che in prima istanza aveva dato ragione ad Aamps che avrebbe dovuto incassare 383. 764, 75 euro oltre a 17. 869, 31 per spese e maggiorazioni. Questa cifra, invece, siglato l’accordo, è stata ridotta di due terzi, facendo entrare nelle casse della società pubblica «126.000 euro, rateizzati e senza interessi» da corrispondere in tre rate, l’ultima a fine novembre 2014 e con le spese di registrazione a carico di Aamps.
Oltre a Cagliata nell’inchiesta coordinata, come il procedimento madre, dal pubblico ministero Massimo Mannucci compaiono altri tre nomi: l’ex assessore Pd al bilancio del Comune di Livorno Valter Nebbiai, il direttore generale di Aamps fino al 2015 Lorenzo Fommei (entrambi ascoltati due anni fa dagli investigatori ndr) e Roberto Volpato, in qualità di amministratore delegato della Fratelli Elia.
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Per tutti l’accusa, tutta da dimostrare, è quella di induzione indebita a dare o promettere utilità in concorso, un reato inserito nella legge Severino del 2012 che sta a metà tra l’abuso d’ufficio e la concussione. Va sottolineato che se a livello penale questo accordo si è trasformato in una ipotesi di reato, a detta dei revisori dei conti si è invece trattato di «una transazione ragionevole». Ma è leggendo le contestazioni della Procura, nelle settimane scorse è stato notificato agli indagati l’avviso di conclusione indagine, che è possibile ricostruire la triangolazione ipotizzata dagli inquirenti. In quello che se venisse confermato farebbe emergere un sistema di intrecci che coinvolge politica, imprenditoria e pubblica amministrazione.
Sì, perché dagli accertamenti degli investigatori a innescare il domino degli interessi sarebbe stato l’amministratore della Fratelli Elia che a cavallo tra il 2012 e il 2013 si sarebbe rivolto ai vari debitori per una rimodulazione del debito della società per accedere alla legge fallimentare. Tra questi anche Cagliata, in qualità di legale rappresentate della Fondiaria Saffi, società immobiliare con interessi anche sul porto. Il motivo? La società di autotrasporto era debitrice anche della Fondiaria e dunque uno sconto con Aamps avrebbe forse permesso di avere a disposizione risorse per rientrare anche di quel rosso.
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È in questo contesto che proprio Cagliata si sarebbe interessato con l’assessore Nebbiai, affinché segnalasse ai vertici dell’azienda dei rifiuti la possibilità di una transazione tra la Fratelli Elia e la stessa Aamps rispetto al contenzioso tributario allora in corsa. Secondo gli inquirenti, la prova del coinvolgimento di Nebbiai in questa vicenda, nel suo ruolo di pubblico ufficiale, sarebbe in una mail inviata ai vertici della società pubblica in cui si consiglia, appunto, un incontro con la società debitrice. «Il mio intervento – ha ricordato l’ex assessore nella sua memoria – si limitò a consentire un contatto tra Aamps e i vertici di Elia affinché le parti verificassero, ovviamente nel rispetto delle norme vigenti, se vi fosse la possibilità di trovare un accordo, considerato che detta azienda di trasporti attraversava un periodo di gravissime difficoltà economiche».
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