Gioco
Il Pd: «Solo con noi riparte l’economia»
All’Interporto la “ricetta” di Velo e Romano per la costa Il ministro Calenda non arriva, bloccato dal caso Piombino
GUASTICCE . Esponenti politici e imprenditori livornesi hanno atteso a lungo l’arrivo di Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, all’Interporto Amerigo Vespucci di Guasticce. Ma il complicarsi della vicenda Piombino (per il passaggio di Aferpi da Cevital a Jindal manca ancora la firma del gruppo indiano) ha trattenuto più del dovuto il ministro a Roma e così la tappa livornese è saltata. All’interporto si è comunque parlato di industria, programmazione e commercio. «Livorno, Rosignano e Piombino – ha spiegato la sottosegretaria Silvia Velo – saranno il fulcro della ripartenza della Toscana. Questa zona costiera, infatti, è importantissima e può diventare un luogo strategico dal punto di vista industriale, non solo per la regione, ma per tutto il paese. E in questo il ministro Calenda è in perfetta sintonia con me. Negli anni del governo Berlusconi l'Italia è sprofondata in una crisi terribile. Abbiamo toccato anche il -2, un segno eclatante che testimonia la recessione in cui eravamo coinvolti. Ogni anno eravamo costretti a compiere manovre correttive per far tornare il bilancio. Adesso siamo tornati al +1, c'è ancora tanto da fare e il Pd si sta impegnando sotto ogni punto di vista». Silvia Velo ha sottolineato poi l’importanza degli investimenti del governo per far ripartire l’economia. «Ci troviamo di fronte avversari politici che non hanno idea di cosa fare - dice - La destra quando ha governato ha fatto solo grandi affermazioni propagandistiche, promettendo la Tirrenica, la bretella per la 396, strade, tunnel, etc. ma non ha fatto niente. Il Movimento 5 Stelle si sta dimostrando un partito composto da persone che cambiano idea in continuazione e che non conoscono neanche il territorio nel quale vivono». Di avversari politici ha parlato anche Andrea Romano, che si è anche soffermato sull'amministrazione livornese. «Ci sono due visioni diverse dell'economia. Da una parte abbiamo la Lega che vuole imporre dazi e chiudere frontiere. Da quella stessa parte c'è anche il Cinque Stelle che ha dimostrato di voler fare di Livorno una sorta di città-stato chiusa rispetto a tutto il resto del mondo, basandosi solo sull'elemosina da chiedere in continuazione al governo. Ma così hanno ucciso la natura stessa di questa città, che così come Piombino, è nata e cresciuta proprio grazie all'apertura delle porte e agli scambi commerciali. Per questo, dall'altra parte ci siamo noi, che puntiamo tutto sull'economia e sulla ripresa».
Niccolò Cecioni
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