Gioco
Comunità senegalese al voto tra i candidati non c’è Diop
Oggi scade il termine per presentarsi, domenica l’elezione del nuovo capo E c’è chi critica il leader degli ultimi vent’anni: «Ha agito solo nei suoi interessi»
LIVORNO. Comunità senegalese di Livorno domenica al voto, alla ricerca di un nuovo leader. Di una svolta, si potrebbe dire, dopo una lunghissima fase della sua storia, quasi vent’anni, con a capo Mbaye Diop. Una durata più da regno che da democrazia eppure domenica, tra i nomi che i senegalesi a Livorno potranno eleggere, non c’è quello di Diop, ma altri due candidati. A contendersi la leadership di quella che viene definita spesso “la comunità straniera meglio integrata in Toscana” saranno Serigne Modou Ngome e Youssouf Traore. Sempre che non spunti qualche nome dell’ultima ora, in virtù del fatto che il termine ultimo per presentare la propria candidatura scade quest’oggi. Questi sono per adesso però gli unici due candidati che si sono resi disponibili.
Le ultime elezioni avevano registrato una buona affluenza con 965 votanti e una forte preferenza per Diop, eletto con 682 preferenze. Il successivo appuntamento elettorale sarebbe dovuto tenersi due anni fa, il mandato infatti va a scadenza dopo 4 anni. Ma per due anni ancora Diop è rimasto il capo della comunità. Nell’annuncio delle nuove elezioni alcuni membri della comunità fanno riferimento a «varie vicissitudini» che hanno portato al rinvio dell’elezione, ma la situazione ha creato qualche contrasto.
In un documento firmato da “La svolta della comunità senegalese” si parla di «riprendere la situazione in mano», in aperta polemica contro la gestione Diop. «Giusto che venga data a queste persone la possibilità di scegliere da chi essere seguiti, aiutati e guidati in questa nuova vita in un paese che non è il loro, essendo però sicuri che a guidarli sia una persona sincera e fidata che faccia i loro interessi e che dia loro la possibilità di una vita dignitosa, senza inganni né imbrogli». Le parole d’ordine sono quelle basilari della filosofia dell’integrazione: «Dare l’opportunità a tanti ragazzi di essere in grado e in regola per trovarsi un lavoro, la possibilità di un’istruzione adeguata ai bambini, che dia istruzioni e indicazioni utili per andare avanti senza sentirsi esclusi dalla popolazione italiana».
Severo il giudizio verso Diop: «Purtroppo, come succede anche in Italia, noi cittadini accettiamo ma soprattutto subiamo le scelte che vengono fatte da chi sta sopra di noi. Il presidente ha agito sempre e solo nei suoi interessi, senza preoccuparsi dei bisogni, degli interessi, delle problematiche della sua gente, soprattutto dei tanti giovani e dei bambini».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
