Il Tirreno

Livorno

Anziano aggredito, il 17enne che ha denunciato: «Sono solo bulletti, andava fatto»

di Massimo Donati
Anziano aggredito, il 17enne che ha denunciato: «Sono solo bulletti, andava fatto»

Spiega perché ha denunciato nonostante i rischi possibili in una piccola comunità: «Se tutti continuano soltanto a parlare e parlare sui social senza fare niente...»

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CASALGUIDI (PISTOIA). Nessun cappuccio sotto cui nascondersi. Ma un volto senza maschere di chi, nonostante la giovanissima età, ha già alle spalle due anni da volontario del soccorso. Scuola, sport e impegno nel sociale. È il suo il vero volto degli adolescenti di Casalguidi.

VIDEO. L'aggressione all'anziano

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E ci tiene a ribadirlo: non è quello dei cinque teppistelli che venerdì scorso, per stupido divertimento, celati dai cappucci delle loro felpe, hanno scaraventato un anziano a terra; filmando tutto col cellulare e facendo finire il piccolo paese in provincia di Pistoia sulla ribalta delle cronache nazionali. Additato come covo di baby gang.

Ma “Mario” (un nome di fantasia questo, per tutelare la sua privacy di minorenne) non ci sta. Quei cinque sono un’eccezione. I ragazzi di Casalguidi, frazione di Serravalle Pistoiese, sono altro. Sono come lui, che, avuto quel video fra le mani, è andato dritto dai carabinieri. Per denunciare. «Perché se tutti continuano soltanto a parlare e parlare sui social senza fare niente...» spiega con una maturità civica non comune in un adolescente che ha da poco compiuto diciassette anni.

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È stato dalla sua denuncia che sono partite le indagini delle forze dell’ordine, prima che dai gruppi di Whatsapp il video sconfinasse su Facebook. Indagini che in poche ore, hanno portato all’identificazione dei cinque aggressori di Angelo Brozzi, 76 anni: di quello che gli ha strappato di mano il bastone facendolo così rovinare faccia in giù sull’asfalto, e dei suoi compari che, sghignazzando, hanno ripreso la scena col cellulare. Per poi condividerla in chat su Whatsapp come un trofeo di cui vantarsi. Tutti, ragazzi dai 13 ai 16 anni, denunciati per tentato scippo del bastone, tutti tranne il primo perché non ancora 14enne e quindi non imputabile.

«Non siamo così noi ragazzi di Casalguidi – insiste Mario – non è questo il paese vero. Casalguidi è impegno sociale, è comunità. Quelli sono cinque teppisti, cinque bulletti, che andavano fermati e che alla fine hanno fatto la figura dei dementi. E che, camminando per strada, in un paese dove tutti si conoscono, si dovranno vergognare di ciò che hanno fatto. Affinché ne comprendano la gravità. Poi, da qui a definirli baby gang... Quelle sono altrove, dove le bande si accoltellano tra di loro tutti i giorni. Ma, ripeto, quello che è successo è estremamente grave. Non è ammissibile che un gruppetto di bulli butti a terra così una persona oltretutto anziana. No».

Mario racconta come il video della vergognosa aggressione girasse già da un paio di giorni fra i vari gruppi Whatsapp dei suoi coetanei. E quando anche lui è riuscito ad averlo, non ha avuto dubbi sul da farsi. Ha chiesto consiglio, certo, a un adulto, tra l’altro vicesindaco del Comune di Serravalle Pistoiese. Che gli ha detto: vai. E lui si è presentato alla caserma dei carabinieri del paese.

VIDEO. La testimonianza

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«Invece che parlare anche io, come stavano facendo in tanti su Facebook – spiega – ho scelto di andare dai carabinieri. In paese sapeva già tutti chi fossero quei cinque. E gli episodi che avevano alle spalle. Meglio fermarli ora che aspettare conseguenze più gravi. Ora che dalla semplice ragazzata sono passati al codice penale».

Un gruppetto conosciuto quello, che già da 2-3 anni girava per Casalguidi compiendo le sue bravate. Sempre più gravi: dai campanelli suonati al tormento dato alle ragazzine, agli atti vandalici, ai sassi tirati contro le case e poi contro le auto di passaggio. Non pensando alle conseguenze.

«L’episodio dell’altro giorno è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, che li ha fatti diventare un pericolo – spiega – Una pagina nera per il nostro paese, una pagina di cronaca nera, che non rispecchia la nostra realtà ma della quale è bene che le persone siano consapevoli. Che si rendano conto che quando succedono queste cose è bene, invece di parlare tanto, rivolgersi alle forze dell’ordine. Solo così quel gruppetto di teppisti potrà capire che è arrivato il momento di darsi una calmata».

E di comprendere il disvalore di certi comportamenti.

«Un modo idoneo di farlo capire loro – conclude Mario – potrebbe essere senz’altro qualche mese di servizi socialmente utili, una via educativa. Ma anche il doversi vergognare tutte le volte che cammineranno per strada additati dalla gente qui in paese».
 

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