Il Tirreno

Livorno

Il consigliere M5s Sarais assolto dall’accusa di falso ideologico

Juna Goti
Il consigliere M5s Sarais assolto dall’accusa di falso ideologico

Livorno, nel novembre del 2016 la vicenda aveva fatto il giro del municipio e tenuto banco in consiglio comunale

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LIVORNO. Nel novembre del 2016 la vicenda aveva fatto il giro del municipio e tenuto banco in consiglio comunale. Non solo: aveva portato lo staff nazionale del Movimento 5 Stelle a sospendere in via cautelativa uno dei suoi consiglieri livornesi. Ma quella vicenda, andata avanti in tribunale, è arrivata in fondo martedì 20 febbraio  il consigliere comunale Valter Sarais è stato assolto dall’accusa di falso ideologico. «Il tribunale di Livorno – conferma ripercorrendo la vicenda – mi ha assolto dall’accusa di falso ideologico commesso da privato in atto pubblico. In sostanza il giudice ha stabilito che, quando nel giugno 2014 ho firmato l’autocertificazione con cui ho accettato l’incarico di consigliere comunale nelle file del Movimento 5 stelle, dichiarando di non avere pendenze con l’amministrazione, ancora non sapevo di avere un debito di 255 euro risalente al 2008 per una rata della Tia non pagata».

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«Non ho mai avuto dubbi – dice – sulla regolarità della mia condotta e sulla mia assoluta buona fede, così come ho sempre creduto nella giustizia. Oggi sono doppiamente soddisfatto, per l’assoluzione in sé che pone fine a un periodo molto difficile per me, ma anche per il fatto che lo stesso pubblico ministero ha chiesto l’archiviazione della mia posizione. Segno che il mio comportamento, con il pagamento immediato del mio debito appena ne ho avuto notizia, è stato ritenuto inappuntabile». «Questa sentenza – conclude – fa di fatto decadere il decreto penale di condanna che mi era stato notificato nell’ottobre 2016 e, di conseguenza, il mio casellario giudiziale rimane immacolato».

Sarais per questa vicenda è stato a suo tempo sospeso dal Movimento nazionale. Alla luce di questa sentenza «manderò una mail allo staff nazionale del Movimento 5 Stelle chiedendo il reintegro a pieno titolo», fa quindi sapere, sottolineando comunque che «si era trattato di una sospensione cautelativa e non mi sono mai sentito, né mi hanno mai fatto sentire, fuori dal Movimento».

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