Il Tirreno

Livorno

A Libero Red Dolce il premio intitolato a Luciano De Majo

di Rosanna Harper
A Libero Red Dolce il premio intitolato a Luciano De Majo

Quest’anno l’iniziativa ha puntato sui valori dell’antifascismo Il riconoscimento a un articolo sul prof che inneggiava a Salò

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Il mostro, a guerra persa, ha messo la testa sotto la sabbia. O si è nascosto dentro l’Armadio della vergogna, un armadio con le ante rivolte verso il muro rinvenuto nel 1994 a Roma dove erano nascosti 695 fascicoli d’inchiesta su alcuni delle più gravi stragi nazi fasciste in Italia. A tirarli fuori dal baule e dagli armadi è servito il coraggio di giornalisti, storici, figli e sopravvissuti». Questo è uno dei passaggi dell’articolo dal titolo “Il prof fascista è stato cacciato fuori dalla scuola, vero?”, uscito sulle pagine del Tirreno nell’agosto scorso: all’autore, il giovane giornalista Libero Red Dolce, è andato il premio giornalistico “Luciano De Majo”.

L’iniziativa, organizzata da Arci, è giunta alla quarta edizione, e ha richiamato, al circolo Arci Norfini di Colline, i familiari e i molti amici di Luciano De Majo, indimenticabile cronista del Tirreno, scomparso nel 2011 a soli 40 anni. Libero Red Dolce, 30 anni, originario di Marsala, da due anni lavora al Tirreno: ha ricevuto il premio, una targa, dalle mani di Gino Niccolai, presidente dell’associazione degli ex partigiani (Anpi).

«Non conoscevo Luciano – spiega Libero – ma i miei colleghi di Livorno me ne hanno parlato tanto. Ho voluto cercarlo, andando a rileggere ciò che scriveva. Ho trovato una serie di articoli e sono rimasto colpito dal racconto che aveva fatto di un giovane straniero di 21 anni, che si era impiccato in carcere. Un tema difficile e mi ha colpito la delicatezza con cui Luciano è entrato in quel carcere».

«Qualche mattina fa – conclude Libero – entrando di turno, ho trovato su internet un articolo passato nella notte, che annunciava la premiazione: un lavoro di puro amore di Mauro Zucchelli, c’era la cura di chi ha pensato di ricordare Luciano, mettendo insieme i suoi articoli. Un onore ricevere il premio che, per me, rappresenta una grande responsabilità».

Le motivazioni che hanno portato alla decisione di premiare il lavoro di Libero Red Dolce sono state lette dal consigliere regionale Francesco Gazzetti.

«Quando – spiega – con gli amici promotori del Premio (in testa il presidente dell’Arci Marco Solimano, insieme alla famiglia di Luciano ci siamo interrogati su chi dovesse ricevere il riconoscimento, non abbiamo avuto dubbi. La bellezza e la precisione del racconto, la necessità di raccontare la memoria, ci hanno motivato a scegliere il lavoro di Libero che spero, in futuro, ci aiuterà a capire e a comprendere meglio i nostri tempi, così come faceva Luciano» .

Durante l’iniziativa non sono mancati i momenti in ricordo di Luciano, della sua persona, della passione con cui svolgeva il suo lavoro.

«Il premio – spiega Marco Solimano – è un appuntamento che riunisce i tanti amici di Luciano: a distanza di sette anni dalla sua scomparsa, la memoria del suo lavoro resta nitida. Luciano era un grande professionista, un grande giornalista che aveva la capacità di andare fino in fondo alla notizia. Un amico con cui condividere momenti di serietà e di puro scherzo».

Commosse le parole di Alessandro Guarducci, capo della cronaca del Tirreno, collega e amico di Luciano. «È un appuntamento per ritrovarci nel ricordo di un grande amico che ci ha lasciati, ma che è sempre vicino a noi – afferma – Il Tirreno era la seconda casa di Luciano: porto il saluto del direttore Luigi Vicinanza e del “fratellone” di Luciano, Mauro Zucchelli. In questo momento di difficoltà per il Paese, pieno di rabbia e di odio, in cui si leggono sempre meno i giornali, in cui il dibattito politico, sociale e culturale sembra appiattirsi, è necessario riaffermare il lavoro di Luciano, la sua curiosità, la sua preparazione e la sua meticolosità nell’approfondimento. E la capacità di ascoltare tutti, soprattutto i più deboli». «Sono contento – chiude Guarducci – che il premio vada a Libero: è uno dei giovani recentemente assunti del Tirreno, cosa che ci rende molto orgogliosi in una fase difficile per l’editoria, e in diverse caratteristiche e qualità ricorda Luciano. È un degno erede».

Presente anche Loris Rispoli, che ha ricordato la sensibilità dimostrata e il lavoro svolto da Luciano De Majo nei confronti della strage del Moby Prince. La premiazione è stata accompagnata dalla musica jazz del Jbj Trio Jazz.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web