Gioco
Balzello Meloria, livornesi e pisani alleati contro il nuovo ragolamento
Livorno, la piccola nautica scrive a Nogarin, Bacci e Filippeschi: «Il Parco ci dia le stesse norme dell’Arcipelago»
LIVORNO. L’accesso alle Secche della Meloria, area protetta in mano al Parco di San Rossore, poteva rinfocolare il solito ping pong di accuse fra livornesi e pisani: con gli uni a mugugnare per divieti e balzelli, con gli altri a imporli e gestirli. Invece è finito che il “popolo delle barchette” delle due città ha stretto alleanza. Ne è scaturita una lettera aperta indirizzata ai tre sindaci del territorio: Filippo Nogarin (Livorno), Lorenzo Bacci (Collesalvetti) e Marco Filippeschi (Pisa). Nell’incontro nel quartier generale del Consorzio nautico che a Livorno raggruppa questo fronte, sono intervenuti – oltre ai padroni di casa – i delegati del Coordinamento dei circoli nautici della costa (i moletti Nazario Sauro, Ardenza, Antignano, Quercianella e Chioma), quelli della Fipsas e dell’Arcipesca, i rappresentanti della Lega Navale Pisa e dello Yacht Club Pisa.
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Ai tre sindaci si chiede “una presa di posizione chiara e necessaria” perché «l’Ente Parco riveda con urgenza le posizioni sin qui annunciate e agisca, in modo da garantire che la nuova normativa tuteli gli interessi delle comunità locali». Detto così sembra un po’ generico, in concreto la richiesta della “santa alleanza” dei diportisti livornesi e pisani mira a far sì che «il regolamento consenta ancora la possibilità di libero accesso e di libero ancoraggio ai residenti dei tre Comuni», così come che «renda possibile svolgere gratuitamente la piccola pesca amatoriale all’interno delle aree B e C soggette a minori restrizioni sotto il profilo della tutela ambientale». Il fronte della piccola nautica le ritiene «richieste quanto mai legittime»: basti dire che «tutto questo già si verifica all’interno del Parco dell'Arcipelago Toscano, sempre per quanto concerne la popolazione residente».
L’associazionismo nautico torna a prendersela con il balzello per l’accesso: è assurdo – viene sottolineato – che «si debba pagare una benché minima cifra per accedere a quei luoghi che sono patrimonio indiscusso delle abitudini tradizionali e culturali di queste comunità». Non è una soluzione – si afferma – dire che il pagamento è rinviato al prossimo anno. E poi: in tutti i parchi si paga? Balle, è la risposta: nel Parco dell’Arcipelago toscano, zona Capraia, per i residenti «gli accessi sono assolutamente gratuiti, ivi compresi ancoraggio e addirittura pesca».
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