Il Tirreno

Livorno

sos dalla storica sezione nautica

LIVORNO. «La soluzione è semplice. Torniamo alle origini, torniamo a chiamarci Mercato come una volta. Faremmo da sponsor al Centrale e se ogni commerciante ci desse 20 euro, risolveremmo il problema...

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LIVORNO. «La soluzione è semplice. Torniamo alle origini, torniamo a chiamarci Mercato come una volta. Faremmo da sponsor al Centrale e se ogni commerciante ci desse 20 euro, risolveremmo il problema della cantina». Sergio Marconi è un volto doc dell’Ovosodo, è nato in piazza Cavallotti e dopo poco si è trasferito in zona piazza XX Settembre, dove vive tutt'ora.

La sua vita è stata tutta divisa tra famiglia, lavoro e Ovosodo. Il bianco e il giallo li ha tatuati sul cuore. Ma da qualche anno, purtroppo, convive con la paura di veder sparire il Benci dal panorama del Palio marinaro. Soldi per pagare l'affitto della cantina, infatti, non ce ne sono più e il rischio di ricevere lo sfratto esecutivo è sempre più alto.

«Siamo l'unica sezione nautica con la cantina di proprietà – spiega – e perciò siamo gli unici costretti a pagare l'affitto. Fino a una decina di anni fa non erano un problema 500 euro al mese. Adesso sì, anche perché in cantina siamo rimasti in pochi e non ce la facciamo più. L'amministrazione comunale precedente si è sempre impegnata per darci una mano. Questa no perché ci è sempre stato detto che di soldi non ce ne sono».

A ottobre il sindaco Filippo Nogarin ha parlato con alcuni rappresentanti dell'Ovosodo. Ma ancora non è cambiato niente. «Abbiamo incontrato il sindaco il 10 ottobre. Ci ha detto due cose. Prima di tutto che sarebbe andato a parlare con la famiglia Fremura. Ci hanno sempre aiutati tantissimo, sono uno dei nostri sponsor e portiamo il loro nome sulla fiancata del gozzo. Ma da quando il signor Marcello se n'è andato, non sappiamo se i figli continueranno a darci una mano. Poi il sindaco ci ha promesso che avrebbe parlato con la proprietaria della nostra cantina. Siamo entrati lì dentro più di cinquant’anni fa. Era una catapecchia e l'abbiamo resa un gioiellino. Vogliamo rimanere lì perché rappresenta la nostra storia ed è dentro il nostro quartiere. Non possiamo andare da altre parti». Sono passati 5 mesi e all'Ovosodo non è arrivata risposta. «Ci hanno detto di trasferirci nella vecchia cantina del Montenero sugli scali Finocchieti. Ma, a parte che è in un altro quartiere rispetto al nostro, poi è troppo piccola per noi. Abbiamo più di 20 atleti e non c'entriamo tutti lì dentro. Se facessimo una convenzione con il Mercato centrale, magari tornando anche a chiamarci “Mercato” come una volta, le cose potrebbero migliorare». Anche perché purtroppo la raccolta “basta un euro” non ha portato i frutti sperati. «Abbiamo raccolto appena 2mila euro, che utilizzeremo per portare avanti la stagione, comprare acqua, body e completini ai nostri ragazzi. Loro sono splendidi ed è solo grazie al loro sforzo se continuiamo ad andare avanti. L'Ovosodo è la storia del Palio marinaro e nonostante le difficoltà, continueremo sempre a dar battaglia in mare e in terra».

Nicolò Cecioni

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di Redazione web