Il Tirreno

Livorno

«Rivogliamo qui il Mercatino a stelle e strisce»

LIVORNO. Quando nell’estate del 2009 le ruspe iniziarono a demolire le baracchine fu come dire addio a un pezzo di storia della città. Un addio sofferto, ma necessario, dopo che i vecchi banchi...

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LIVORNO. Quando nell’estate del 2009 le ruspe iniziarono a demolire le baracchine fu come dire addio a un pezzo di storia della città. Un addio sofferto, ma necessario, dopo che i vecchi banchi avevano iniziato a svuotarsi e a diventare rifugio di insicurezza e sporcizia, soprattutto di notte. Gli ambulanti dello storico mercatino a stelle e strisce investirono nel trasferimento nell’area della stazione marittima. Un trasferimento che allora mise d’accordo tutti, o quasi. Ma che oggi fa sospirare molti. Perché sono in parecchi, in piazza XX Settembre, a sognare che il Mercatino americano torni a casa. Magari non con le baracchine di una volta, ma comunque a casa. Un anno fa i commercianti della zona lanciarono la proposta al Caffè Tirreno, aprendo il dibattito. Due giorni fa alcuni di loro sono tornati alla carica, decisi a non arrendersi. «Il Mercatino americano andrebbe riportato qui, così come è ora in porto», dice subito Gabriel Pini. «Era caratteristico, unico», gli fa eco il padre Andrea.

Entrambi hanno partecipato alla tappa del Caffè che, come abbiamo raccontato ieri, è stata ospitata venerdì mattina al bar XX Settembre.

Lavorano nell’omonima macelleria di via Mentana. Gabriel, trent’anni, un vulcano di idee, l’ha aperta sei mesi fa. «Dopo la disoccupazione ci siamo reinventati investendo sul nostro», racconta. Il commerciante è anche residente del centro: «Prima venivano in continuazione visitatori che chiedevano informazioni sul Mercatino americano. Perché lo rivogliamo? Garantirebbe una presenza di luce e vita nella piazza. Basta affacciarsi per vedere quanti negozi chiusi ci sono ora...». E ancora: «Conosco due dei commercianti del Mercatino che si sono spostati nell’area della stazione marittima: uno nel frattempo ha chiuso, l’altro so che tornerebbe volentieri».

Si parla di commercio, ma anche di vivibilità e sicurezza: «Più la piazza è vissuta più è sicura», ripete. «Qui la notte è preoccupante». Accanto a lui un altro commerciante, Stefano Paoli, di Fruttorto, che ha deciso di investire nella zona: «Forse sono l’unico italiano – sorride – che ha riaperto una bottega di frutta e verdura qui».

Come abbiamo raccontato ieri, molti residenti e commercianti hanno chiesto nel corso del Caffè Tirreno di fare attenzione ai minimarket H24 che stanno aprendo anche qui, come già avvenuto in zona Garibaldi. Uno è già in piena attività, un altro è in arrivo. A preoccupare è la vendita di alcol la notte. «Se apre un altro H24 la situazione non migliora», riprende Pini, che nei mesi passati ha partecipato anche al progetto dei popuppers di Garibaldi con un gruppo di scrittura creativa (nel fondo riaperto per qualche giorno sono stati messi in piedi book sharing e attività culturali).

«Bisogna trovare il modo – riprende guardando alla zona di piazza XX – di selezionare le attività utili e quelle dannose. Accanto alla mia macelleria, ad esempio, c’è un fondo vuoto dove volevano aprire una sala slot: il Centro commerciale naturale si è dato da fare ed è riuscito ad impedirlo».

«Perché in realtà – conclude – questo quartiere dal basso è vivacissimo. Penso al Ccn, alle associazioni, a tante persone che si danno da fare. Servirebbero meno lungaggini burocratiche».

Juna Goti

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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