Gioco
Ragazza aggredita da un automobilista
Sotto choc la giovane studentessa livornese con la cugina «È sceso dal veicolo e ha preso a pugni la carrozzeria»
BAGNI DI LUCCA. È ancora terrorizzata e sotto choc una giovane studentessa universitaria residente a Livorno vittima - suo malgrado - del gesto violento e decisamente ingiustificato di un automobilista sui 55-60 anni che è sceso dalla sua auto, ha preso a colpi la carrozzeria della vettura della 26enne, l’ha insultata e minacciata e, mettendo una mano dentro al finestrino dell’utilitaria della giovane, ha cercato di afferrarla invitandola a uscire dall’abitacolo per regolare i conti con lui neanche fosse un pugile.
«Ho denunciato l’accaduto ai carabinieri - racconta ancora sconvolta la studentessa della facoltà di veterinaria - perché chi si comporta come quell’energumeno non può passarla liscia. Ho avuto un attacco di panico e sono ancora sotto choc, mia cugina è spaventata a morte».
Il motivo di questo gesto di ordinaria follia? Il suono del clacson: «Sì. - racconta la ragazza - È accaduto venerdì pomeriggio alle 15.30. Alla guida della mia Fiat 500 rossa stavo percorrendo la Statale del Brennero quando giunta vicino all’abitato di Bagni di Lucca mi sono trovata davanti un camion. Vicino a me c’era un’Opel di colore scuro. L’autoarticolato precedeva a velocità ridotta e così ho suonato il clacson proprio mentre l’Opel mi stava superando».
Quel disguido stradale, stando al racconto della studentessa, ha scatenato il finimondo: «La vettura guidata da un uomo sui sessant’anni ha inchiodato nelle vicinanze della curva accanto a un maneggio. Viaggiavo a 50 chilometri orari e per evitare di tamponare ho frenato di botto evitando per pochi centimetri il tamponamento». Giusto il tempo di riprendersi che quell’automobilista - capelli brizzolati, abbastanza alto e robusto e con il pizzetto - schizza fuori dalla vettura e procede a piedi minaccioso verso la studentessa: «Ha spalancato la portiera e io ho aperto il finestrino della vettura lato guida per cercare un chiarimento verbale. Ha iniziato ad offendermi e minacciarmi colpendo la carrozzeria della macchina e invitandomi a scendere per regolare i conti. Voleva picchiarmi. Mia cugina ha ripreso la scena col telefonino. Ho conservato la lucidità per ripartire senza tamponare la macchina e senza cadere in provocazioni. A quel punto sono andata a fare denuncia in caserma».
Luca Tronchetti
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