Il Tirreno

Livorno

Porto turistico, il sindaco dichiara guerra a Azimut

di Mauro Zucchelli
Porto turistico, il sindaco dichiara guerra a Azimut

Nogarin all’incontro con i circoli nautici che temono di esser costretti ad andarsene «È un progetto folle, l’azienda si metta al tavolo con noi per rinegoziarlo daccapo» 

5 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Non potrebbe essere più duro l’attacco che al porto turistico nel Mediceo viene portato dal sindaco: anzi, dal velista Filippo Nogarin «iscritto alla federazione vela fin da quando avevo sei anni». Lo fa parlando – come «fratello di acqua salata» (salvo poi dire da ultimo che è «qui in veste istituzionale») – a una platea di esponenti dei circoli nautici e velici allo Yacht Club, che avevano chiamato la sottosegretaria Pd all’ambiente Silvia Velo, candidata al Senato uninominale nella nostra zona, per un faccia a faccia nato come un incontro privato.

Manco a dirlo, nel mirino del primo cittadino finisce Azimut Benetti: la accusa di «forzare» l’operazione del porto turistico, parla di un progetto che «è pura follia» e «non è sostenibile da nessun punto di vista». E ancora: il cantiere dei megayacht deve «avere il coraggio e la forza di rimettersi al tavolo» con la consapevolezza che «la città non vuole questo progetto firmato nel 2007» e oggi sopravvissuto a «un contesto socio-culturale che non esiste più». L’attacco è frontale, quasi un ultimatum: «Gliel’ho già detto apertamente in tante situazioni, è bene che si mettano a confrontarsi con una città che li manderà via a pedate nel culo se continuano a andare avanti così». Di più: «Non stanno dando niente a questa città».

Del resto, Azimut Benetti ha scelto di stare rinchiusa nel proprio fortino e non si sforza granché di intrecciare legami con il territorio: basti pensare a cosa potrebbe essere un canale ben strutturato di formazione professionale nei mestieri della nautica, basti pensare alla possibile ricaduta di sponsorizzazioni che ogni industria di questo standard di fatturato ha sulle iniziative delle istituzioni della propria città. Ma nessuna città ex industriale come la nostra, dove ormai il manifatturiero non va oltre il 18% del Pil, si sognerebbe di picconare una delle pochissime realtà sopravvissute allo sterminio delle ciminiere: qui invece è come se Maranello avesse gran voglia di disfarsi della Ferrari e la Ferrari non vedesse l’ora di traslocare…

SENZA CROCIATE
Eppure la galassia dei circoli ce l’ha sì con il progetto del porto turistico ma non usa toni da crociata. Non lo fa l’avvocato Gianluca Conti, presidente dello Yacht Club: accetta l’idea di un porto turistico destinato a clientela non-locale, è disposto anche a veder ricollocate le 100 barche del suo circolo (ma, come ripetono un po’ tutti, la banchina 75 è «più un problema che una soluzione» e soprattutto i costi sono «fuori misura rispetto a quelli della nostra piccola nautica»). Non lo fa Fabrizio Monacci, numero uno della sezione livornese della Lega Navale: «Prendiamo esempio da Bastia, il “marina” l’hanno realizzato salvaguardando la parte storica. Si trovi il modo per far convivere le due realtà».

Fatto sta che, al tirar delle somme, c’è un messaggio chiaro e forte che Nogarin invia al gigante dei megayacht: «È indispensabile rinegoziare completamente questo progetto, da Livorno loro hanno guadagnato abbastanza. Nessuno vuol negare l’importanza di quel cantiere, ma – rincara – occorre che tutte le parti in causa ne abbiano giovamento. Non è stato così in passato».

NOGARIN IN PLATEA
E pensare che all’inizio il sindaco Nogarin si era seduto in mezzo al pubblico e aveva lasciato cadere l’invito di sedersi al tavolo dei relatori. Non è tutto: aveva detto al fotografo del Tirreno di non scattargli foto. Era lì come privato cittadino sì, ma è bastato poi che dalla platea una persona lo invitasse a dire la sua ed ecco che il discorso iniziato come «velista che ha frequentato tutti i circoli velici d’Europa» ha virato poi inevitabilmente verso toni apertamente politico-istituzionali. Per dire una cosa: «La città non vuole che venga modificato il Porto Mediceo, l’ho detto come unica voce di dissenso in comitato portuale».

EPPURE IL COMUNE...
Peccato che non ci sia nessuno dell’Authority (che però sarebbe qui peggio del diavolo in sacrestia): potrebbe ricordare che una parte delle decisioni di Palazzo Rosciano è stato controfirmato nell’intreccio tecnico-burocratico anche dal Comune di Livorno.

È dal secondo giorno di primavera di due anni fa che il comitato portuale dell’Authority – col solo voto contrario proprio del sindaco Nogarin – ha individuato Azimut Benetti come soggetto della concessione: potrebbe essere l’investitore privato a lamentarsi dei ritardi, invece è Nogarin ad andare all’attacco per dire che in questo lasso di tempo sono cambiati gli scenari economici e che «la parte immobiliare del progetto è stata speculazione». Poi rincara: finora è stato completato «solo il primo lotto di fabbricati, il resto lo sanno benissimo che non avrà l’appetibilità che poteva avere nel 2007». E intanto il sindaco, da un lato, conferma che Azimut «non ha ancora ritirato la concessione» e, dall’altro, quel progetto di porto turistico è «privo di senso» perché è figlio del periodo ante-crisi quando «l’edilizia tirava ancora».

L’ARMA ANTI-BACINI
Ma per il sindaco il porto turistico ha molto a che fare con l’altra metà del problema: il bacino grande. Nogarin sospetta che il via alle manovre sul porto turistico serva, con lo spostamento delle barchette alla banchina 75, a mettere definitivamente i bastoni fra le ruote al «ripristino del secondo bacino di carenaggio più grande del Mediterraneo». È così che, schierandosi senza “se” e senza “ma” alla vigilia delle elezioni, sente odor di elezioni e liscia per il verso del pelo le preoccupazioni del mondo dei circoli provando a saldare i due fronti degli anti-Azimut: sponda bacini e sponda porticciolo. È una bella fetta di elettorato: «Parliamo di 1000-1500 persone e delle loro famiglie, possono essere ignorate?».


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web