Lutto
Flash mob all’Attias: in cento per Francesca
Livorno, associazioni e cittadini sotto il diluvio per ricordare la 45enne uccisa dall’ex marito in uno studio dentistico
LIVORNO. Nonostante la pioggia, il freddo umido e l’oscurità incombente - tutti elementi che hanno seriamente rischiato di mandare a monte l’iniziativa - quasi un centinaio di persone si sono ritrovate ieri pomeriggio in piazza Attias per partecipare al flash mob contro il femminicidio.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.16471843:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2018/02/13/news/livorno-donna-trovata-morta-in-uno-studio-medico-1.16471843]]
L’appuntamento, rivolto a tutti i livornesi, era fissato per le 17,30 di sabato 17 febbraio davanti alla grande A rossa e la numerosa presenza ha dimostrato la grande attenzione dei cittadini verso questo terribile fenomeno che ha insanguinato anche la nostra città. Il flash mob si è infatti svolto a poche decine di metri da dove, nella mattinata di martedì scorso, si è consumato un femminicidio-suicidio che ha sconvolto tutta la città. Di sicuro, se fosse stata una bella giornata, piazza Attias si sarebbe riempita di gente per ricordare il sacrificio di Francesca: ma anche con la pioggia sono stati in tanti, come detto, a voler dare la loro testimonianza di affetto a questa donna, a questa mamma - Francesca Citi, 45 anni - uccisa dall’ex marito Massimiliano Bagnoli che poi si è tolto la vita.
Livorno è stata dunque tristemente al centro della cronaca per l’ennesimo caso italiano di femminicidio, ed è per questo che è stato deciso di organizzare un flash mob in piazza Attias. È stato chiamato “A come Amore e non Morte”.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.16488359:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2018/02/16/news/le-angherie-dell-ex-nel-diario-di-francesca-1.16488359]]
Il flash mob è stato organizzato da alcune associazioni cittadine, che proprio per non dare un nome o un colore politico a una tragedia hanno chiesto di rimanere anonime. Nessuna connotazione politica o partitica, insomma, ma solo la volontà di stare uniti e di impegnarsi affinché episodi del genere non si ripetano mai più. Non solo a Livorno, ma in tutta Italia. «La manifestazione non ha avuto nessuna connotazione politica - hanno ripetuto ieri i partecipanti che sotto la pioggia sventolavano striscioni e distribuivano volantini - ma solo un impegno di civiltà e di lotta al femminicidio, perché questi fatti non accadano più».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
