De Falco e quell’affronto alla base: "Non sto con gli sfigati"
Pontedera, a cena in pizzeria con gli attivisti M5s: «Non sto con gli sfigati». Ma lui smentisce
LIVORNO . Proprio lui, il Dibba di cui si era preso gioco mesi fa su Facebook, avrebbe placato gli animi. Provato a fare da paciere fra il comandante Gregorio De Falco e gli attivisti imbufaliti, delusi, cornuti e mazziati da quella frase buttata là per scherzo ma incassata dalla base come qualcosa di più di una gaffe. «Non mi siedo a tavola con gli sfigati». De Falco smentisce, ma secondo tre testimoni sentiti dal Tirreno, venerdì 2 febbraio alla pizzeria O’ Vesuvio a Pontedera, il comandante anti-Schettino si sarebbe lasciato scappare una battuta infelice con alcuni attivisti che gli chiedevano di sedersi a tavola con loro. Un gesto di pace verso una militanza su cui la candidatura del marinaio diventato famoso per la telefonata della notte del Giglio («Torni a bordo cazzo») era piovuta dai vertici del Movimento senza mediazioni col territorio. Un gesto utile a placare animi già dubbiosi.
De Falco infatti ad agosto aveva sbeffeggiato Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio con un post su Facebook. «Ringrazio con trasposto l’idolo Di Battista che oggi, citando “il premio Nobel Hollande” – scriveva De Falco – ci ha di nuovo deliziati. Ora tocca di nuovo a Dimma che è sempre in vantaggio di un’incollatura, ma il confronto è davvero entusiasmante». Nelle chat la base era esplosa, ma poi Di Maio aveva smorzato. «Ci ho parlato, era solo una battuta».
E dal palco di Pontedera, Di Battista si era scagliato contro «i giornaloni che stanno sguinzagliando giornalisti per andare a spulciare i profili dei candidati del M5S, magari un post di qualche anno fa, ma non dicono nulla sugli inquisiti di altri partiti». «Ma chi ha detto questa sciocchezza, chi è questo fesso? - dice al Tirreno De Falco scoppiando a ridere - Nulla di vero. È stata una bella serata, abbiamo cantato e ci siamo divertiti». Eppure da qualche giorno quella frase agita la base 5 Stelle a Pisa, in Valdera e Livorno. Ma in subbuglio c’è anche quella fiorentina. Causa: le defezioni dai banchini annunciate dagli attivisti per Nicola Cecchi, l’ex renziano candidato a Firenze. «È vero - dice la consigliera comunale Arianna Xekalos - In molti dicono che non ci aiuteranno nelle iniziative. Posso dire di comprenderli. Anch’io ho posto domande che spero ricevano risposta alla fine della campagna elettorale. Ora onoro il mio impegno e mi metto a disposizione del Movimento».
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