Gioco
Arriva la Bolkestein, per gli ambulanti cambiano le regole
Anva Confesercenti chiama a raccolta i commercianti. I problemi (e i rischi) per l’introduzione delle nuove norme
LIVORNO. «Livorno ha una grande tradizione mercantile e il settore ambulante è molto radicato sul territorio. Noi vogliamo tutelare i lavoratori e impedire che si perdano professionalità e passione per seguire fin troppo rigidamente la Bolkestein». Si è presentato così, alla Camera di Commercio, Maurizio Innocenti, presidente nazionale dell’Anva (associazione nazionale del commercio sulle aree pubbliche).
Di fronte a tanti negozianti, imprenditori e ambulanti, si è parlato della questione legata alla Bolkestein e a come cambierà la professione dei commercianti sul suolo pubblico. «Le imprese sul suolo pubblico – ha detto – non verranno più considerate imprese e questo metterà a rischio il lavoro di migliaia di persone. Con la legge di bilancio approvata nel dicembre scorso cambia totalmente l’attività di questa categoria. Prima era un lavoro di impresa, adesso diventa occupazione sociale. Questo significa che, avendo dato la priorità a chi avrà assegnato un posteggio nel 2020, ci si baserà sul reddito complessivo familiare. Ma in questo modo, basta che in una famiglia ci sia un membro con reddito superiore all’altro, per dire addio all’assegnazione del posteggio. Stiamo andando a favorire esclusivamente chi ha il reddito più basso, ma questo abbasserà anche la qualità stessa dei mercati perché così mancheranno professionalità, investimenti e competenze».
Un altro problema è quello che riguarda i posti. «Con la nuova normativa non si potranno avere più di tot posti nell’arco di un’attività, che si presume sia nell’arco di sette giorni lavorativi. Immaginiamoci i fieristi, che lavorano solo la domenica o nel week end e che per lo meno 52 iniziative le dovrebbero fare per vivere. Ma ne hanno di più. In questo modo si va a distruggere un mondo, andando a favorire abusivismo e illegalità perché chiaramente chi non ha certezza di lavoro e non può investire farà l’abusivo o si arrangerà come può».
Tutto ciò varrà sia per le bancarelle su sede fissa che per quelle giornaliere. «Il suolo pubblico, tra l’altro, è stato considerato come risorsa naturale limitata dal nostro governo, su spinta dell’Europa. Ma questa è stata una forzatura, anche perché non sono state considerate le nostre unicità. I mercati italiani sono diversi da quelli tedeschi e da quelli francesi. Non possono essere considerati tutti uguali. Chi mette una bancarella vende degli oggetti e non consuma il suolo, ma lo utilizza per pochissime ore durante una settimana. Come si fa a definirlo “risorsa naturale limitata”? A prescindere da chi vincerà le elezioni, ci auguriamo che il prossimo governo sia pronto a dialogare con noi, altrimenti scenderemo in piazza. E saremo tantissimi».
Ad aprire l’incontro sono stati Massimo Marini della Confesercenti («i mercati rappresentano una nostra peculiarità e un’attrattiva anche dal punto di vista turistico: a Livorno abbiamo migliaia di licenze, i commercianti devono essere valorizzati e aiutati») e Gianluca Naldoni di Anva («gli ambulanti sono aziende e come tutte le aziende hanno bisogno di un periodo per investire»).
Hanno partecipato all’iniziativa anche Andrea Romano (Pd), Francesco Berti (M5S), Lorenzo Gasperini (Lega), Fabrizio Pucci (LeU) e Paolo Barabino (FI) che hanno esposto i rispettivi programmi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
