Gioco
Self service Corallo verso la chiusura, 16 lavoratrici di Camst a casa
Livorno, allarme Cgil: «Igd ha proposto un aumento dell’affitto per loro insostenibile ancor di più in concomitanza dell’apertura del nuovo ristorante della Coop»
LIVORNO. La città rischia di perdere altri 16 posti di lavoro. Sono quelli del ristorante self service Fiore del Corallo al secondo piano del centro commerciale Fonti del Corallo. La Camst - cooperativa bolognese proprietaria del locale, un colosso da 660 milioni di euro di fatturato e 13mila dipendenti - ha comunicato ai sindacati la decisione di chiudere l’attività a luglio, quando scadrà il contratto di affitto. Il motivo è l’aumento del canone che Igd, la società che gestisce il complesso di Porta a Terra, le avrebbe proposto.
Se nessuna delle due parti tornerà sui propri passi, 16 lavoratrici, molte delle quali part time, resteranno senza occupazione e senza stipendio. Possibili problemi al secondo piano delle Fonti del Corallo erano già stati paventati nelle scorse settimane dalla Filcams Cgil, vista l’imminente apertura in un’ala lasciata libera dall’Ipercoop, di RiCò, il ristorante della Coop, che rappresenterà una concorrenza importante per il locale di Camst.
Ora però la situazione è esplosa, perché al momento in cui Camst e Igd sono andate a discutere del rinnovo del contratto di affitto in scadenza a inizio estate, sarebbe stato proposto un aumento che a giudizio del colosso bolognese è insostenibile. «Ci hanno detto che per loro è impossibile sostenere costi di questa portata, ancor più a fronte di una perdita di fatturato certa, dovuta all’apertura di Ricò», spiega Pieralba Fraddanni della Filcams Cgil.
«Stiamo parlando di un affitto che si aggira attorno al milione di euro l’anno - sottolinea Katia Sagretti, Cgil -. Camst tra l’altro aveva chiesto di avere anche una piccola ala al piano dell’Ipercoop, ma gli è stato chiesto il quadruplo di quanto pagano al secondo piano. Quando l’azienda ci ha comunicato l’intenzione di chiudere, abbiamo subito chiesto un incontro a Igd. Se non sarà trovata una via d’uscita, assisteremo alla chiusura del self service e al licenziamento di 16 lavoratrici». Un’ipotesi alternativa potrebbe essere l’apertura di un locale Camst in un’altra zona della città, ancora da individuare che permetterebbe la ricollocazione del personale.
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